Le cellule staminali killer delle cellule tumorali

Pronte le prime cellule staminali umane

staminali produttrici di citotossine

capaci di ‘avvelenare’ i tumori: un gruppo di neuroscienziati di Harvard ha modificato il loro Dna in modo da farle diventare ‘fabbriche’ di tossine letali per le cellule tumorali. Queste staminali ‘killer’, sono state sperimentate con successo nei topi per rimuovere resti di tumori cerebrali che non possono essere eliminati chirurgicamente e saranno pronte per test clinici entro 5 anni. L’idea di utilizzare tossine anti-cancro non è nuova, ha molti punti di forza ma non sempre funziona. “Sono state utilizzate con grande successo – ha spiegato Khalid Shah, responsabile dello studio – in molti tumori del sangue, ma non funzionano altrettanto bene contro i tumori solidi, perché questi tumori non sono facilmente raggiungibili e le tossine hanno una breve vita”. Per aggirare questi problemi i ricercatori hanno messo a punto delle cellule staminali, ‘convertite’ in fabbriche di tossine, da posizionare vicinissimo alle cellule tumorali. Le ‘armi’ sono delle particolari molecole dette citotossine in grado di uccidere ogni tipo di cellula ma queste tossine sono state ‘personalizzate’ in modo di colpire solo le cellule tumorali e non colpire le altre. L’uso di staminali ‘modificate’ da piazzare nelle immediate vicinanze del tumore permette così alle tossine di raggiungere rapidamente il bersaglio in modo molto efficace. La tecnica è stata per ora testata solo su una tipologia di tumore e sui topi.I prossimi passi saranno quelli di sperimentare le staminali killer anche su altri tipi di cellule tumorali. Visti i buoni risultati ottenuti finora, i ricercatori sono convinti che la loro tecnica sarà pronta per i test clinici entro 5 anni. C’è anche la possibilità di creare un esercito di cellule immunitarie su misura di paziente che potrebbe un giorno non lontano essere la soluzione per combattere malattie come cancro e Aids. Un risultato in questo senso è stato ottenuto riprogrammando linfociti ‘anziani’ ed esausti di un paziente con Hiv e di uno con melanoma. Questi linfociti sono stati prima trasformati in cellule staminali e poi in nuove cellule immunitarie giovani e forti. La creazione di ‘cellule su misura’ apre nuove strade alla lotta contro il cancro e l’Hiv e nei prossimi anni potrebbe dare il via a nuove cure.
La ricerca è stata annunciata dall’istituto Riken, in Giappone. A lavorare a questo studio un gruppo di ricercatori diretti da Hiroshi Kawamoto che hanno dato vita a queste cellule immunitarie ‘personalizzate‘.  In entrambi i casi i linfociti creati sono specifici per combattere le malattie di cui soffrono i pazienti da cui sono state estratte le cellule di partenza.In pratica il primo passo è stato quello di prendere dal sangue dei pazienti ‘linfociti T killer

Linfociti T killer

, un gruppo di cellule di difesa deputate ad uccidere cellule malate per proteggere l’organismo. Poi questi linfociti, vecchi ed esausti, quindi poco efficaci nel loro lavoro, sono stati riprogrammati divenendo staminali pluripotenti. Infine l’ultimo passaggio è stato trasformare queste staminali in nuove cellule immunitarie killer giovani e forti.

Questo metodo permette di produrre in provetta quantità infinite di cellule di difesa su misura di paziente e soprattutto specificamente efficaci contro la malattia del paziente stesso, Aids o cancro che sia.