Importanti funghi ritrovati in sedimenti nelle profondità oceaniche, per curare le malattie

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Gli scienziati hanno trovato prove di funghi che prosperano molto al di sotto del pavimento del Pacifico, nei sedimenti  che risalgono a più di 100 milioni di anni fai. Questa scoperta potrebbe  consentire di produrre antibiotici per combattere i batteri resistenti ai farmaci.                                                                                                                                          Gli scienziati hanno presentato  questi risultati alla American Geophysical Union (AGU) a San Francisco, in California. Alcuni dei funghi appartenenti al genere Penicillium, erano la fonte del potente antibiotico meglio noto come penicillina. Trovare organismi multicellulari in un simile ambiente “si estende come s’è capito negli ambienti limiti della vita sul pianeta”, ha affermato Heath Mills, geomicro-biologo molecolare alla Texas A & M University di College Station, che assieme a Brandi Reese, biogeochimico della University of Southern California a Los Angeles, hanno studiando i funghi in questione.                                                                                         I funghi delle acque profonde sono stati scoperti in campioni di sedimento profondi cioè a 127 metri sotto il fondo del mare, durante una spedizione del programma Integrato Ocean Drilling 2010 nel Pacifico del Sud. Nei campioni di materiale genetico prodotti dai funghi, i ricercatori hanno trovato le sequenze di almeno otto gruppi. Il team è riuscito a sviluppare culture in crescita da quattro dei funghi raccolti. Indizi sui funghi che vivono negli strati profondi di sedimento hanno cominciato ad emergere nel 2005, ma alcuni biologi credevano che la causa fosse una contaminazione. Reese e suoi colleghi hanno preso diverse misure per garantire che non vi fosse alcuna contaminazione.   Altri ricercatori hanno notato che il materiale ottenuto dai sedimenti sembra essere più che semplici spore e, si sono trovati pezzi di RNA messaggero fungino e le proteine del codice genetico, tra cui quelle che operano il trasporto  attraverso le membrane di ioni e

di metalli, in sedimenti da acque profonde al largo della costa del Perù .I sedimenti studiati sono stati trovati alla base della South Pacific Gyre, il più grande deserto oceanico della Terra. I funghi potrebbero avere un ruolo chiave nel fornire nutrienti all’affamato ecosistema profondo. I funghi possono rompere difficili molecole organiche, fornendo fonti di cibo per i microbi che vivono molto al di sotto il mare.                                                                                                                                                                                           Non è ancora chiaro se i funghi nei sedimenti più profondi risalgono a più di 100 milioni di anni, dal momento che potrebbe avere colonizzato questi strati muovendosi da depositi più giovani. Tuttavia, se i funghi sono stati isolati per lungo tempo, avrebbero potuto evolvere  in insolite difese biologiche contro i batteri e potrebbero dunque fornire una fonte di utili antibiotici.

 

[Via Natura]