Strana città 2

Strana città, Siracusa, città della World Heritage List, nella quale un ex ministro dell’Ambiente che aveva inventato una barriera arborea per scongiurare l’avvelenamento atmosferico, (esperimento miseramente fallito) si ritrova a perorare la causa per incentivare lo sviluppo turistico, di non ostacolare i progetti di villaggi e porti turistici che come hanno dimostrato altri percorsi similari, andati a buon fine, che non hanno spostato sensibilmente i dati dell’occupazione. Insomma si stenta ancora a metabolizzare come si conviene gli schiaffi che i partiti cosiddetti tradizionali hanno ricevuto nelle ultime elezioni regionali e si prosegue nella logica di una politica che oramai è vecchia e i cui rituali hanno stancato.

Non è ancora passata l’idea che occorre investire sull’ambiente per creare per davvero un’industria turistica che possa fare da traino all’economia cittadina e non solo. Strana città.

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Poiché si continuano a trascurare i flussi turistici che sono colpevolmente trascurati, malgrado la continuino a considerare una meta privilegiata anche a novembre inoltrato soprattutto per la mitezza del clima. D’altronde sull’ambiente, soprattutto nella vicina zona industriale, continua a gridare vendetta il mancato avvio del piano di risanamento ambientale che avrebbe significato notevoli investimenti e quindi notevole impiego di manodopera, soprattutto una volta che le industrie erano state condannate a disinquinare un ambiente che hanno profondamente inquinato e che stando alle ultime notizie di cronaca continuano a inquinare.

Strana città nella quale un sindaco, che si allontana, per dissensi col suo partito rimane inspiegabilmente in carica come amministratore e, dove gli altri amministratori coinvolti nella gestione della comunità locale, continuano a disquisire sull’adozione, mai completamente avviata, dell’isola pedonale su Ortigia, sulla gestione dell’ex mercato ittico che potrebbe invece nel concreto, avviare una parziale ripresa della marineria siracusana, pensando, per esempio, di percorrere la strada dell’attività della pesca turistica. E non pensano per esempio a una gestione nuova dell’ex nuovo mattatoio, realizzato e abbandonato in località Targia.

Strana città : oltre ad un bilancio comunale in dissesto, si trascina la spada di Damocle del risarcimento che verrà richiesto dall’impresa ,messa in mora, per la costruzione dei famigerati cassoni di cemento al foro Italico. E nella quale ancora segna il passo, l’eliminazione della strozzatura in via Puglia nella parte alta della città, tardando a eliminare un muro di recinzione.

Strana città nella quale si continua a propagandare la fattività dell’operazione denominata come tolleranza zero, mentre per esempio con l’inverno che bussa alle porte nessuno pensa a liberare dalle canne, i canali di drenaggio ai Pantanelli.

Strana città dove, un’amministrazione provinciale che sta esaurendo il suo mandato continua a ruotare imperterrita assessori di nuovo conio, senza preoccuparsi invece di problemi concreti : la gestione di strade provinciali come la Belvedere-Carancino, perennemente al buio anche se conduce a un importante via di fuga oltre che allo svincolo dell’autostrada per Catania. .