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Archive for 12 Agosto 2014

Il Nino e la concentrazione di ossigeno negli oceani | Giu47furb’s Blog

E’ una convinzione diffusa che il riscaldamento globale diminuirà la concentrazione di ossigeno nel mare, ma allo stato attuale non sembra essere del tutto vero. Secondo una nuova ricerca , è esattamente l’opposto probabilmente il caso nel nord dell’Oceano Pacifico, con la sua zona anossica   che dovrebbe ridursi nei prossimi decenni a causa dei cambiamenti climatici.

Un team internazionale di scienziati è pervenuto a questa sorprendente conclusione dopo aver completato una valutazione dettagliata dei cambiamenti dal 1850 nel nord della zona orientale tropicale del Pacifico dei valori del minimo di ossigeno (OMZ). Uno strato dell’ oceano che inizia in genere a poche centinaia a migliaia di metri sotto la superficie, un OMZ è per definizione la zona con la saturazione di ossigeno più bassa nella colonna d’acqua. Gli strati OMZ sono una conseguenza della respirazione microbica e possono essere ambienti ostili per la vita marina.

Utilizzando carotaggi del fondale marino in tre diverse posizioni, è stato misurato il rapporto isotopico dell’azoto-15 di azoto-14 nella materia organica in essi contenuti; il rapporto può essere utilizzato per stimare il grado di anossia in questi OMZ. La profondità è correlata con l’età, dando  quindi un quadro di come il contenuto di ossigeno varia nel periodo di tempo.

Dal 1990 al 2010, il record di isotopi di azoto indica che il contenuto di ossigeno è costantemente diminuito nella zona, come previsto. Ma prima di questo, e in particolare dal 1950-1990, l’ossigeno oceanico era in costante aumento. Fattore che, secondo Robert Thunell, scienziato marino presso la University of South Carolina, è in contrasto con la saggezza convenzionale.

“Il pensiero prevalente è che, negli oceani caldi a causa di aumento dei gas serra in atmosfera, -dice Thunell- il contenuto di ossigeno degli oceani dovrebbe scendere, fattore che  è dovuto a due processi molto semplici”.

Appena  l’acqua diventa più calda, la solubilità dell’ossigeno diminuisce in essa, di modo che contiene meno ossigeno. Sulla superficie degli oceani riscaldati, diminuisce la densità e gli oceani diventano più stratificati. Quando ciò accade, la superficie delle acque che deve rilasciare l’ossigeno non si mescola giù nelle acque più profonde del mare. “Copre solo il lato dell’offerta -dice Thunell – di ossigeno nell’oceano. Altrettanto importante è la richiesta di ossigeno, in particolare per la degradazione di materia organica che affonda”.

Il fitoplancton cresce in acque superficiali, e include i produttori primari della materia organica. Dopo la loro morte,questi detriti affondano lentamente dalla superficie al fondo del mare, e c’è un livello nella colonna d’acqua, la OMZ, dove i microbi consumano gran parte dei detriti, un processo che consuma ossigeno attraverso la respirazione batterica.

“L’entità della deprivazione di ossigeno nell’OMZ –sottolinea ancora Thunell- si riflette in gran parte sulla quantità di fitoplancton che viene prodotto sulla superficie. Abbondanza di produzione di fitoplancton in superficie significa meno ossigeno sotto, cioè scendendo in profondità.

Difatti  le concentrazioni di ossigeno nel Pacifico sono così chiaramente aumentate dal 1950 al 1990,inoltre la produzione di fitoplancton è stata arricchita da forti venti (perché causano risalita di nutrienti da acque più profonde) e diminuita da venti deboli: gli scienziati hanno trovato prove che alisei di allora erano più deboli.

Guardando due diverse misure di intensità del vento (la differenza Est-Ovest in pressione a livello del mare e la profondità del termoclino) nei periodi di tempo in questione, si conclude che gli alisei sono andati a diminuire dal 1950-1990, ma poi si sono elevati dal 1990-2010.

Non ci sono spiegazioni sicure del perché la forza del vento è aumentata intorno al 1990, ma potrebbe essere correlata al Pacifico Decadal oscillazione.                                                                              “Un sacco di persone hanno familiarità con ENSO, o El Nino, -ha ancora osservato Thunell- una sorta di variabilità climatica interannuale. The Pacific Decadal Oscillation è un fenomeno analogo ad un super- ENSO, ma risulta variabile su scale temporali decennali.”

Nel corso dei prossimi decenni, però, la velocità commerciale del vento dovrebbe diminuire dal riscaldamento globale, dice ancora Thunell, e il risultato sarà una minore produzione di fitoplancton in superficie e meno utilizzo di ossigeno in profondità, provocando un concomitante aumento del contenuto di ossigeno dell’oceano .

“Questo ha alcune implicazioni importanti per la pesca, conclude Thunell – perchè uno dei problemi negli ultimi 20 o 30 anni è che l’ossigeno è in calo e che queste zone di minimo di ossigeno sono state in espansione, fattore che potrebbe avere avuto un impatto negativo sulla pesca”.

“Ma se gli ultimi 20 o 30 anni non sono la norma a causa di questi alisei insolitamente forti, allora non ci sarà necessariamente l’impatto sulle attività di pesca Se la tendenza si inverte, e torniamo a venti alisei deboli -. come si prevede che accadrà a causa del riscaldamento degli oceani -. quindi la diminuzione di ossigeno negli oceani che stiamo registrando potrebbe essere invertita “

E ‘ come se si risolvesse in una banale questione di domanda e offerta.

 

 

La distribuzione della zona anossica nell'oceano Pacifico

STRANA CITTA’_pirite_eternit_solarium_inquinamento ambientale_Arpa_sporcizia_illuminazione carente_

Le Mura Dionigiane

Strana città nella quale sono sempre sul tappeto i problemi delle strade da manutenzionare (vergognoso l’abbandono della Pizzuta e di viale Epipoli con una notevole popolazione residente) per la sporcizia all’interno di marciapiedi sommersi

Sporcizia a Siracusa

stabilimento Eternit TARGIA

da erbacce, un illuminazione carente, soprattutto in zone limitrofe e tutt’attorno ai meravigliosi resti del castello Eurialo e alle Mura Dionigiane. E ciò avviene mentre si mandano i vigili urbani a lezioni di turismo. Non sarebbe meglio pensare anche corsi per gli amministratori? Il decoro urbano e una città linda e pulita non sono forse requisiti indispensabili? Strana città’ dove l’amministrazione attiva, sempre della serie “camere dei sogni” organizza un vertice su problemi di traffico da Ortigia verso il resto della città, dopo avere già stabilito la chiusura del ponte dei calafatari. Strana città’ dove si registra l’intervento di consiglieri comunali contrari alla costituzione della riserva della Maddalena, mentre grida “vendetta”, come segnale di un ulteriore scempio ambientale, una grossa lottizzazione che è stata sviluppata quasi a ridosso del Minareto. Strana città che registra un alto inquinamento ambientale :pioggia marrone caduta sia Città Giardino che a Belvedere. Inquinamento delle falde freatiche per il quale sono stati indagati maestranze tecniche dell’ISAB, a causa di crepe nei serbatoi di prodotti petroliferi. Sorge spontanea la domanda: perché negli anni , nessun controllo è stato operato nel campo serbatoi incriminati. Ma è anche la città, dove l’Arpa, che dovrebbe agire come controllore “super partes”, non possiede la strumentazione oggi necessaria per testare i dati dell’inquinamento. Una strumentazione che è presente invece all’ARPA di Catania? Strana Provincia dove si continua a battagliare pro(comune di Priolo) e contro (Goletta Verde) la balneabilità al lido di Priolo. Sono ancora in attesa di bonifica le ceneri di pirite che negli anni di un industrializzazione selvaggia, sono stati accumulati nella penisola di Magnisi, con vere montagne presenti anche nella riserva delle Saline di Priolo. Le cronache continua riferire di pesci deformi che continuano ad essere ritrovati nel mare di Priolo e nella vicina baia di Augusta. Una rada che doveva essere oggetto di bonifica, come venne deciso con apposita sentenza che condannava le industrie all’ investimento di 700 milioni, proprio a questo scopo. Strana città’. Continua ad essere dannatamente sporca anche e sopratutto nelle arterie verso le località marittime e permangono discariche abusive del pericoloso eternit in città . QUANTO DI QUESTO PERICOLOSO MATERIALE NEL TEMPO È STATO ABUSIVAMENTE SCARICATO NELLE COSTE PROSPICIENTI LO STABILIMENTO DELLA TARGIA? Strana città’: si continua a disquisire pro o contro il parcheggio Talete, mostro di cemento che sottrae alla vista, un panorama che qualsiasi città turistica dovrebbe valorizzare. Strana città dove continua a latitare l’attrezzatura con docce e altri servizi, le poche spiagge libere (Arenella, Costa del Sole, Fanusa) e, si decide di investire su squallide piattaforme chiamate pomposamente solarium prive per l’appunto di docce e servizi igienici.