Archive for 22 Novembre 2012

L’esagerato uso del Prozac influenza anche la vita dei pesci !

Gli effetti collaterali del Prozac non sono solo limitati  agli esseri umani depressi.                                                             

I pesci soffrono troppo quando questo farmaco arriva nei loro torrenti, fiumi e laghi. E questo avviene quando le persone espellono, nelle urine, fluoxetina , cioè il principio attivo del Prozac.  

Il_pesciolino_flathead

La sostanza chimica si trova nei corsi d’acqua naturali, attraverso impianti di trattamento delle acque reflue che non riescono a trattenerla e la lasciano filtrare. Quando pesci di sesso maschile ingeriscono il farmaco, apparentemente si alterano le loro menti al punto di registrare disfunzioni e anche avviarsi verso la distruzione.                                                                                                                                                                                         Per studiare gli effetti della fluoxetina, i ricercatori si sono rivolti a una specie comune di pesci d’acqua dolce degli Stati Uniti chiamata il pesciolino fathead (Pimephales promelas). Normalmente, i fathead mostrano un comportamento complesso di accoppiamento, i maschi con la costruzione dei nidi che le femmine visitano per deporre le uova. Una volta che le uova sono deposte e fecondate, i maschi tendono a loro con la pulizia via qualsiasi fungo o uova morti. Ma quando fluoxetina viene aggiunta all’acqua, tutto questo cambia.   <La femmina Pimephales promelas -ha detto il ricercatore Klaper- sembra essere indipendente dalle caratteristiche chimiche di questa sostanza, ma a concentrazioni di fluoxetina, grosso modo paragonabili ai più alti livelli documentati in acqua dolce, i pesciolini maschi cominciano a dedicare più tempo a costruire i loro nidi. Quando la dose è aumentata di dieci volte, i maschi diventano ossessivi, al punto che  ignorano le femmine”>.  Quando  la fluoxetina raggiunge concentrazioni sufficientemente elevati, tuttavia, i maschi diventano davvero aggressivi. Cominciano uccidere le femmine. Non a caso, tutte le femmine che riescono a sfuggire alle alette assassini dei maschi non depongono più le uova.Come si è visto, una complessa cascata di cambiamenti di espressione genica e di interazioni vengono attivati ​​quando il farmaco entra nel sistema nervoso del pesciolino maschio. Solo la comprensione di tali percorsi può aiutare a far luce sui modi per combattere gli effetti collaterali del farmaco sugli sfortunati pesci di sesso maschile.Lo svezzamento della nazione americana  dall’uso del Prozac come antidepressivo sarebbe probabilmente il modo più sicuro per garantire che la prossima generazione di fathead entrino nel mondo.

 

Da Smithsonian.com

Tre presenze importanti al Giardino della memoria

Giardino_della_memoria_ciaculli

Al Giardino della memoria i figli di Borsellino, Chinnici e Alfano

I figli dei magistrati  Paolo Borsellino e Rocco Chinnici e del giornalista Beppe Alfano per un giorno al Giardino della Memoria, il sito gestito dal Gruppo siciliano dell’Unci e dalla sezione di Palermo dell’Anm. Manfredi Borsellino, funzionario della polizia di Stato, Giovanni Chinnici, funzionario di banca, e Sonia Alfano, Presidente della Commissione Antimafia del Parlamento Europeo, hanno accettato l’invito di Leone Zingales, presidente dei cronisti siciliani, e hanno partecipato ad una lezione di legalità che è stata tenuta dai cronisti e dai magistrati agli studenti dell’Istituto tecnico per il Turismo “Marco Polo” di Palermo.

“Il Giardino della Memoria di Ciaculli – ha detto Manfredi Borsellino, figlio di Paolo, il procuratore aggiunto di Palermo ucciso il 19 luglio 1992 in via D’Amelio – costituisce da anni una delle più belle realtà provenienti dal mondo dell’antimafia praticata, e ciò lo si deve soprattutto ai cronisti siciliani. Questo terreno un tempo nella disponibilità di una delle più potenti e feroci “famiglie” mafiose è uno dei più fulgidi esempi di come un bene sottratto a cosa nostra possa diventare un’occasione di riscatto per quella parte sana della società che non vuole vivere, e neppure convivere, con il ricatto, la sopraffazione e la tracotanza delle organizzazioni mafiose”.

Per Sonia Alfano, figlia di Beppe il cronista ucciso a Barcellona (Messina) l’8 gennaio 1993,  “gli studenti coinvolti nelle lezioni di legalità al Giardino di Ciaculli possono conoscere le storie delle tante vittime innocenti della mafia. Ho partecipato a numerosi incontri tra cronisti, magistrati e studenti ed ogni volta è intensa la commozione per chi come me, Giovanni Chinnici e Manfredi Borsellino, ha vissuto sulla propria pelle la violenza della criminalità. Ringrazio l’Unci e il presidente del Gruppo siciliano, Leone Zingales, perchè è anche sul terreno della cultura e della conoscenza che si fa antimafia”.

Per Giovanni Chinnici, figlio di Rocco, trucidato il 19 luglio 1983, “commemorare per ricordare e ricordare commemorando. In queste poche parole riassumerei il significato profondo del “Giardino della Memoria” , un luogo che sta assumendo una dimensione sempre più suggestiva. Purtroppo, gli anni della Sicilia sono scanditi da un fitto susseguirsi di ricorrenze tragiche in tutte le stagioni e tutti i mesi. Il Giardino sollecita suggestivamente la memoria orientandola verso esempi positivi. La partecipazione attiva dei ragazzi rende il progetto di cronisti e magistrati uno dei sussidi più concreti e tangibili ai percorsi di educazione alla legalità”.

 

 

Un corvo denuncia magagne al mIUR

Check out this website I found at ilfattoquotidiano.it

Le stranezze del sistema binario SDSS J0303 0054

Gli astronomi hanno scoperto polvere intorno a una classe insolita di stelle binarie interagenti, una stella nana bianca altamente magnetica , che pesa circa il 60 per cento della massa del Sole e un oggetto freddo simile a una nana bruna che è delle dimensioni di Giove, ma ha 40-50 volte la massa di Giove.

Gli astronomi utilizzando i dati della NASA Wide-field Infrared Survey Explorer, o WISE, hanno scoperto la polvere in un insolito posto, appena fuori dalla portata di un sistema stellare binario con una orbita breve di 3 ore. Il sistema binario è costituito da una nana bianca con una compagna nana rossa separate da una distanza leggermente più grande del raggio del Sole, su un’orbita stellare estremamente piccola per gli standard astronomici. Il sistema è noto come un sistema binario “post-comune ” perché ad un certo punto nel passato, una delle stelle si è espansa tanto che il suo involucro ha inghiottito il materiale dell’altra stella. Questo fase di breve durata (mesi o anni) è conosciuta come un “involucro comune”. Si ritiene che il sistema binario originariamente era costituito da una stella come il Sole e da una nana rossa. Quando la stella simile al Sole ha raggiunto la fine della sua vita, si è gonfiata come gigante rossa, alla fine comprendeva il materiale della nana rossa compagna nella sua atmosfera esterna. Durante questo processo la compagna nana rossa a spirale era più vicina al nucleo denso stellare della gigante rossa. Questa spirale verso l’interno ha pompato energia nel gigante e affrettò la sua fine estraendo i suoi strati esterni di gas. Il nucleo stellare e la nana rossa sopravvissuta a questo cataclisma come una binaria molto stretta, con il nucleo che sta raffreddandosi lentamente in una nana bianca. Il sistema binario SDSS J0303 0054, è stato scoperto attraverso la Sloan Digital Sky Survey, e osservato con WISE come parte di una vasta indagine di migliaia di nane bianche in luce infrarossa. Le nane bianche sono in genere più calde del Sole, ma hanno solo le dimensioni circa della Terra, ed emettono un minimo di 1/10,000 della quantità di luce infrarossa emessa dal Sole. In questo modo è possibile la ricerca nei dintorni di nane bianche per spiegarsi sulla circostante polvere attorno a nani marrone in genere annegati fuori e non rilevabile attorno a stelle più grandi e luminose. Gli astronomi trovano tali oggetti interessanti, cercando la luce in eccesso nell’ infrarosso con WISE, che non può essere spiegato da sola con la nana bianca. Un altro oggetto a quelle lunghezze d’onda deve essere brillante e più luminoso della nana bianca. Nel caso di SDSS 0303 0054, la quantità di luce osservata nell’infrarosso era più di quello che potrebbe essere dispiegata dalla nana bianca e dalla sua compagna nana rossa combinati. L’indagine è stata condotta per cercare nane, e polvere marrone, intorno singole nane bianche, quindi è stato particolarmente sorprendente vedere il forte segnale di luce dalla polvere attorno a una nana bianca binaria, come SDSS J0303 0054. E’ il primo esempio di un tale sistema. In base alla luminosità del binario nell’infrarosso, gli astronomi WISE hanno calcolato la dimensione approssimativa del disco per estendere da una distanza equivalente a due volte il raggio del Sole, cioè poco fuori, oltre l’orbita di Venere nel nostro Sistema Solare. Gli astronomi hanno stimato che la quantità di polvere era equivalente alla massa di un asteroide di poche decine di chilometri di raggio. L’origine di questo disco di polvere è particolarmente misterioso, perché i pianeti, gli asteroidi e comete non sono sopravvivono a tali distanze durante l’evoluzione della stella più grande nella fase di gigante rossa. Il suo raggio si sarebbe esteso ben oltre l’orbita della Terra nel nostro Sistema Solare che sarebbe stata presto distrutta e trasformata in gas. Quindi due possibili spiegazioni per la polvere. Una possibilità sarebbe: è causata da asteroidi multipli in orbita più lontani e in qualche modo sono perturbate vicino al binario e collidono. L’altro ipotesi è che la compagna nana rossa rilascia una grande quantità di gas, generando un vento stellare che è intrappolato dall’attrazione gravitazionale della sua compagna più massiccia, la nana bianca. Il gas condensa e quindi forma il disco di polvere che è stato osservato. In entrambi i casi, la nuova scoperta fornisce un interessante laboratorio per lo studio dell’evoluzione stellare di un sistema binario.

Strana città 2

Strana città, Siracusa, città della World Heritage List, nella quale un ex ministro dell’Ambiente che aveva inventato una barriera arborea per scongiurare l’avvelenamento atmosferico, (esperimento miseramente fallito) si ritrova a perorare la causa per incentivare lo sviluppo turistico, di non ostacolare i progetti di villaggi e porti turistici che come hanno dimostrato altri percorsi similari, andati a buon fine, che non hanno spostato sensibilmente i dati dell’occupazione. Insomma si stenta ancora a metabolizzare come si conviene gli schiaffi che i partiti cosiddetti tradizionali hanno ricevuto nelle ultime elezioni regionali e si prosegue nella logica di una politica che oramai è vecchia e i cui rituali hanno stancato.

Non è ancora passata l’idea che occorre investire sull’ambiente per creare per davvero un’industria turistica che possa fare da traino all’economia cittadina e non solo. Strana città.

Panorama-ortigia-mare

Poiché si continuano a trascurare i flussi turistici che sono colpevolmente trascurati, malgrado la continuino a considerare una meta privilegiata anche a novembre inoltrato soprattutto per la mitezza del clima. D’altronde sull’ambiente, soprattutto nella vicina zona industriale, continua a gridare vendetta il mancato avvio del piano di risanamento ambientale che avrebbe significato notevoli investimenti e quindi notevole impiego di manodopera, soprattutto una volta che le industrie erano state condannate a disinquinare un ambiente che hanno profondamente inquinato e che stando alle ultime notizie di cronaca continuano a inquinare.

Strana città nella quale un sindaco, che si allontana, per dissensi col suo partito rimane inspiegabilmente in carica come amministratore e, dove gli altri amministratori coinvolti nella gestione della comunità locale, continuano a disquisire sull’adozione, mai completamente avviata, dell’isola pedonale su Ortigia, sulla gestione dell’ex mercato ittico che potrebbe invece nel concreto, avviare una parziale ripresa della marineria siracusana, pensando, per esempio, di percorrere la strada dell’attività della pesca turistica. E non pensano per esempio a una gestione nuova dell’ex nuovo mattatoio, realizzato e abbandonato in località Targia.

Strana città : oltre ad un bilancio comunale in dissesto, si trascina la spada di Damocle del risarcimento che verrà richiesto dall’impresa ,messa in mora, per la costruzione dei famigerati cassoni di cemento al foro Italico. E nella quale ancora segna il passo, l’eliminazione della strozzatura in via Puglia nella parte alta della città, tardando a eliminare un muro di recinzione.

Strana città nella quale si continua a propagandare la fattività dell’operazione denominata come tolleranza zero, mentre per esempio con l’inverno che bussa alle porte nessuno pensa a liberare dalle canne, i canali di drenaggio ai Pantanelli.

Strana città dove, un’amministrazione provinciale che sta esaurendo il suo mandato continua a ruotare imperterrita assessori di nuovo conio, senza preoccuparsi invece di problemi concreti : la gestione di strade provinciali come la Belvedere-Carancino, perennemente al buio anche se conduce a un importante via di fuga oltre che allo svincolo dell’autostrada per Catania. .

La strana evoluzione delle ipergiganti dal blog di Giuseppe Benanti

La strana evoluzione delle ipergiganti dal blog di Giuseppe Benanti

la strana evoluzione dell'ipergigante HR 8752

dopo 30 anni osservate strane anomalie di temperature

Cliccare qui: Giuseppe Benanti.

Flettere la natura ai propri interessi!

La vera età dell’Universo

Gli astronomi hanno una nuova idea di come l’Universo ha preso forma dopo il Big Bang con una sola evidente eccezione. Circa 400.000 anni dopo la grande detonazione, creata e formata, dalle particelle surriscaldate che si sono raffreddate in atomi, l’intero universo è diventato nero. Poche centinaia di milioni di anni dopo, l’oscurità ha cominciato a sollevare le prime stelle rapprese, da nubi di gas cosmico. “L’universo, -dice Volker Bromm dell’Università del Texas a Austin-, ha subito un passaggio cruciale da uno stato molto semplice, ad uno stato di struttura sempre più complessa.” Ma esattamente quando e come è accaduta la transizione è ancora in gran parte un mistero, perché i telescopi più potenti esistenti riescono a malapena a penetrare il periodo oscuro dell’evoluzione cosmica conosciuta, in modo abbastanza appropriato, i cosiddetti secoli bui. Il velo è stato sollevato leggermente da un articolo pubblicato su Science. Utilizzando il telescopio spaziale Fermi Gamma-ray, un team internazionale di oltre 200 astrofisici ha sondato più a fondo che mai per indagare meglio nei cosiddetti secoli bui. Questa la conclusione: le prime stelle sono apparsi non più di 500 milioni di anni dopo il Big Bang, ovvero a soli 100 milioni di anni dopo che gli atomi avevano preso forma. E quelle stelle si sono formate a un ritmo più lento di quanto si pensava. Per la maggior parte di noi, questi risultati sembrano troppo vaghi e poco entusiasmanti. Ma gli astronomi riconoscono che costituiscono un “tour de force” invitante causato da una maggiore precisione d’osservazione. E ‘impossibile vedere le prime stelle, ma il gruppo di Fermi l’ha fatto analizzando per via indiretta: hanno misurato la cosiddetta luce extragalattica sfondo, o EBL – la luce emessa da tutte le stelle e le galassie nell’universo, creando una sorta di bagliore che proviene da ogni direzione. La maggior parte dei 10 quadrilioni o suppergiù di stelle nell’universo visibile, incluso il Sole, sono nati dopo la prima generazione, quindi la maggior parte della EBL viene da loro. Ma gli scienziati del telescopio spaziale Fermi hanno trovato un modo per schermare tutte queste sorgenti. Si guardarono gli oggetti conosciuti come blazarbuchi neri giganti nei nuclei delle galassie lontane che inviano raffiche di raggi gamma ad alta energia, individuati a metà strada attraverso l’universo. Quando i fotoni di luce dall’ EBL collidono con fotoni di raggi gamma da una di queste esplosioni, che altera il blazar, la posizione complessiva di raggi gamma quasi mettessero una firma, riesce a sopprimere i raggi gamma a più alta energia. Più indietro si va nel tempo e nella distanza, maggiore è l’effetto, poiché non vi è più EBL che interviene per collidere con i raggi gamma. Ad un certo punto questo effetto si ferma, lo si è appreso abbastanza presto che le uniche stelle che contribuiscono alla EBL sono quelli di prima generazione. Operando la scelta su circa 150 blazar che hanno bruciato sino fino a 10 miliardi di anni fa, gli scienziati del telescopio Fermi sono stati in grado di raggiungere, quel punto di stasi. Confrontando la repentinità, il drop-off che si è registrato ,con la migliore comprensione teorica quando le primissime stelle potrebbero essersi formate e che modo massiccio li avrebbero dovuto caratterizzare (erano centinaia di volte la massa del Sole), gli autori concludono che vi potevano essere circa 1,4 stelle ogni cento miliardi di metri cubi di anni luce, per una distanza media di più di 4.000 anni-luce tra una stella e l’altra. Nella Via Lattea oggi, la distanza media è di circa 5 anni luce. Numeri che testimoniano un lavoro meticoloso. Gli astrofisici hanno dovuto calcolare un blazar inalterato dal segnale di raggi gamma simile per poter vedere come il segnale sia effettivamente diverso. La differenza causata dalla EBL rivelata è terribilmente sottile. Ci sono voluti numerosi difficili calcoli e simulazioni , per arrivare ai numeri finali. E non è ancora finita. <Abbiamo misurato la luce delle stelle quando l’universo aveva solo 4 miliardi di anni, -ha detto Marco Ajello dello Stanford Kavli Institute for Particle Astrophysics and Cosmology in una conferenza stampa-, ma in futuro dovremo , misurare valori prima di quel periodo>. <Tali osservazioni saranno anche indirette, ma entro il 2018, , col telescopio spaziale in orbita intorno al Sole -dice James Webb -, proporremo direttamente immagini delle prime galassie nel cosmo. Non sarà efficace come vedere singole stelle, che sono troppo distanti e piccole da raccogliere per qualsiasi telescopio,oggi concepibile. Sarà, comunque, un ulteriore passo importante verso la comprensione di ciò che è realmente accaduto durante il Medioevo dell’universo>.

Per saperne di più: http://science.time.com/2012/11/02/found-the-very-first-stars/ # ixzz2BM4SbOl1

I mancati adattamenti del fitoplancton

Gli erbivori marini tropicali possono affrontare un menù decisamente limitato di nutrimentp in un mondo che si sta riscaldando. Con l’aumento delle temperature, gli intervalli di molte specie di fitoplancton -i microscopici organismi, gli erbivori  che se ne nutrono si sposteranno via dai tropici e, secondo un nuovo studio verso i poli. Fino ad un terzo del fitoplancton tropicale -stimano gli autori- potrebbe essere spinto fuori dalle latitudini tropicali entro il 2100.

Il fitoplancton gioca un ruolo chiave nella chimica diversi cicli dei nutrienti, in particolare prendendo il biossido di carbonio dall’atmosfera e che attraversi la catena alimentare o lo sequestri nel mare profondo, dice l’ecologo marino David Hutchins della University of Southern California di Los Angeles, che non è stato coinvolto in questo studio. E, aggiunge, “Non avremmo pesci o di mammiferi negli oceani senza di loro.”

Ma, nonostante il ruolo centrale del fitoplancton negli ecosistemi marini, -dice il co-autore Colin Kremer, studente teorico laureato in ecologia presso la Michigan State University WK Kellogg Biological Station a Hickory Corners-.gli scienziati non capiscono la loro distribuzione nel mare e come può cambiare in risposta alle temperature del riscaldamento

Per scoprirlo, Kremer e colleghi hanno raccolto dati pubblicati in precedenza su come più di 130 specie di fitoplancton rispondono ai cambiamenti di temperatura. Per ogni specie, hanno stimato i tassi di crescita, le temperature massime di crescita ottimali, e gli intervalli di temperatura entro le quali la specie potrebbe crescere.

I ricercatori hanno scoperto che il fitoplancton nelle regioni polari e temperate cresce meglio a temperature superiori alle temperature medie annuali degli oceani in cui vivono. (Si considerano intenzionalmente nei loro modelli solo gli effetti della temperatura, piuttosto che altri fattori, come la disponibilità di nutrienti.), Ma le specie tropicali di fitoplancton, -ha scoperto il team-, crescono meglio a temperature sia pari o al di sotto delle correnti temperature oceaniche ai tropici, viene riportato su Science. Queste differenze, dicono i ricercatori, suggeriscono che le specie tropicali possono essere più vulnerabili alle temperature oceaniche  mentre sono in aumento le specie temperate o polari.

Perché specie di fitoplancton tropicali mancano di tale adattamento contro il riscaldamento non è chiaro. Hutchins ipotizza che forse le specie di fitoplancton tropicali, semplicemente non sono stati in grado di adattarsi abbastanza velocemente al riscaldamento che è già avvenuto, ma la velocità di specie di fitoplancton  che sono in grado di adattarsi rimane una questione aperta.

Kremer ed i suoi colleghi hanno poi voluto determinare cosa sarebbe accaduto alla distribuzione di fitoplancton in scenari futuri di riscaldamento. Dopo aver inserito i propri dati in un modello di distribuzione delle specie, hanno trovato spostamenti verso i poli in diverse categorie di specie di fitoplancton “, suggerendo che le acque oceaniche calde,  distribuirebbe le specie tropicali  in aree più piccole o scomparire del tutto.

“Naturalmente, ci rendiamo conto che la temperatura non è l’unico fattore che colpisce il fitoplancton”, spiega il coautore dello studio Mridul Thomas, studente laureato in ecologia del fitoplancton presso la Michigan State University. Il loro lavoro ha posto dei limiti sulle distribuzioni possibili del fitoplancton, -infine aggiunge- solo ulteriori fattori ambientali aiuteranno a individuare gli intervalli nelle specie “.

Non solo brutte notizie, però. Gli autori dello studio notano che non si sa con certezza entro quanto tempo il fitoplancton sarà in grado di adattarsi ai cambiamenti di temperatura. Kremer vorrebbe capire quanto velocemente potrebbe accadere  l’adattamento.

“Stanno facendo davvero un buon lavoro di pensare a quello che le variazioni di temperatura media [per il fitoplancton]”, aggiunge Hutchins. Ma dice che sarebbe interessato a vedere come molteplici fattori, tra cui la temperatura, influiscono le distribuzioni del fitoplancton.

“E ‘disperatamente difficile”, a guardare l’effetto di più di un fattore ambientale alla volta, dice Philip Boyd biogeochimico dell’Università di Otago a Dunedin, Nuova Zelanda, che non era coinvolto nello studio. Ma è d’accordo che si ha bisogno di esaminare in che modo interagiscono molteplici fattori ambientali e che cosa significano per il futuro del fitoplancton.

Vasche_di_coltivazioni_algali_per_la_produzione_di_biodiesel
Ceratium_hirundinella

Le incredibili potenzialità dei nuovi chip trasparenti

Nuovi chip di memoria trasparenti, abbastanza flessibile da essere piegato -oggi ha riferito uno scienziato- come un foglio di carta, sopporta 1.000 gradi Fahrenheit di temperatura – due volte più calde della massima temperatura in un forno da cucina – e sopravvive ad altre condizioni ostili ,  inaugura lo sviluppo della prossima generazione di memoria flash-competitiva per unità portachiavi di domani, telefoni cellulari e computer.                                                                                       <Parlando al Meeting Nazionale 243 & Exposition della American Chemical Society, la più grande società scientifica al mondo, – ha detto lo scienziato- che dispositivi con questi chip potrebbero conservare i dati, nonostante un viaggio accidentale o anche dopo un viaggio su Marte. E con un unica architettura interna 3-D, i nuovi chip potrebbero confezionare gigabyte supplementari di dati in poco spazio.                                                                                           “Questi nuovi chip sono davvero una grande innovazione per l’industria elettronica, -ha detto James M. Tour, Ph.D., che ha guidato il team di ricerca- ora alla ricerca di sostituti di memoria flash. I nuovi chip di memoria  presentano numerosi vantaggi rispetto ai chip odierni che sono strumenti di lavoro per la memorizzazione dei dati in centinaia di milioni di flash, per smart phone, computer e altri prodotti. La memoria flash  data  ormai da sei o sette anni addietro e può essere costruita sempre più piccola, ma poi gli sviluppatori hanno raggiunto le barriere fondamentali che ne impediscono il rimpicciolimento.                                                                                              

Chip_di_memoria_trasparente

< Per il modo in cui i nuovi chip di memoria sono configurati, -ha detto Tour- vale a dire con due terminali per bit di informazioni piuttosto che lo standard di tre terminali per bit, sono molto più adatti per la prossima rivoluzione nel campo dell’elettronica, cioè – 3-D di memoria – di unità flash. Al fine di mettere più memoria in un’area più piccola, è necessario sovrapporre i componenti al di là di due dimensioni, cioè quelle attualmente disponibili. Occorre andare necessariamente in 3-D. E i chip hanno un alto rapporto on-off, misura della quantità di corrente elettrica che può fluire nel chip quando si memorizzano le informazioni, rispetto a quando è vuoto. Più alto è il rapporto, più attraente sono i chip per i produttori. I chip originariamente erano composti da uno strato di materiale carbonioso del tipo grafene o altro, sopra ossido di silicio, a lungo considerato un isolante, quindi un componente passivo in dispositivi elettronici. Il grafene è un sottile strato di atomi di carbonio  propagandato come un “materiale miracolo”, essendo il materiale più sottile e più forte conosciuto. Soggetto di un recente premio Nobel. In origine, i ricercatori della Rice University ritinevano che la straordinaria capacità di memoria dei chip fosse dovuta al grafene. Hanno scoperto recentemente di sbagliare. La superficie di ossido di silicio è stato utilizzata per immagazzinare i dati, e ora può farlo il grafene. Il lavoro è stato sviluppato dal gruppo Tour in collaborazione con Douglas Natelson (Dipartimento di Fisica) e Lin Zhong (Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Informatica). Gli studenti nel progetto erano Giro Yao e Javen Lin.La trasparenza e le piccole dimensioni dei nuovi chip permette di utilizzarli in una vasta gamma di applicazioni potenziali. Potrebbero essere incorporati nel vetro per vedere attraverso display del parabrezza per la guida di tutti i giorni, militare e spaziale: utilizzati in maniera che non sono solo display sul parabrezza, ma anche memoria. Consentirebbe di liberare spazio in altre parti del veicolo per  altre funzionalità e  altri dispositivi. In realtà, questi chip erano già a bordo di un recente navicella russa, il cargo Progress 44, nell’agosto 2011 per ulteriori esperimenti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Tuttavia, il veicolo non è mai arrivato nello spazio e si è schiantato prima. Questo cargo si è schiantato sopra la Siberia- ha detto Giro-, così questi nostri chip sono in Siberia!”. Si spera di poter inviare i chip in una futura missione nel 2012 per vedere come la memoria può conservare i dati resistendo ad alta radiazione ambientale dello spazio. Gli attuali touch screen sono composti di ossido di indio e stagno e vetro, entrambi  fragili e che possono facilmente rompersi. La plastica contenente i chip di memoria potrebbe sostituire questi schermi con l’aggiunta di essere flessibile, ma anche di memorizzare grandi quantità di memoria, liberando spazio altrove in un telefono cellulare per inserire altri componenti in grado di fornire altri servizi e funzioni. In alternativa, la memorizzazione nella memoria in piccoli settori della schermata anziché all’interno, per cui grandi componenti all’interno del corpo di un telefono cellulare consentirebbero ai produttori di rendere questi dispositivi molto più sottili.                          Questi chip di memoria sono brevettati, e Tour sta parlando con i produttori di incorporare i chip nei loro prodotti. Gli scienziati sono stati finanziati dal Texas Instruments Leadership Università Fund, la National Science Foundation Award e l’Ufficio Army Research attraverso il programma SBIR amministrato da PrivaTran, LLC.                                                                                                         Fonte: American Chemical Society

 

 

Chip_di_memoria_trasparente