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Archive for 29 Marzo 2012

Una destra poco per bene da Cronache Laiche

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quindi come succede spesso in Italia : nulla di nuovo sotto il Sole!

Tremila massoni a Rimini da Il Fatto quotidiano

di Antonella Beccaria e Giulia Zaccariello

Il gran maestro Raffi dovrebbe lasciare nel 2014, ma già oggi la sua guida è paragonata a quella di Mario Monti: un tecnico che traghetta gli iscritti delle 757 logge. Lasciandosi alle spalle la P2, ma costretto a confrontarsi ogni giorno con i nuovi intrecci che si chiamano P3 e P4

È di nuovo tempo di grembiuli e cappucci a Rimini, dove sono attese migliaia di massoni per la Gran Loggia del Grande Oriente dItalia, in programma dal 30 marzo al 1 aprile al Palacongressi. Almeno 3 mila, dicono le prenotazioni e gli accrediti, arriveranno sulla riviera romagnola per l’appuntamento annuale che riunisce gli affiliati all’organizzazione di Palazzo Giustiniani, la realtà massonica che vanta oltre 200 anni di una storia. E che dichiara di avere ancora appeal, nonostante le ombre provenienti della storia recente – l’esperienza di Licio Gelli in primis, mai tramontata e ancora piena zeppa di punti oscuri, giudiziari, ma anche politici  – e le più attuali spaccature interne tra fazioni che ricordano quelle dei partiti. Da una parte gli uomini del gran maestro, dall’altra le opposizioni interne.

I dati in Italia sono di fonte massonica. I numeri sembrano confortare la leadership del Goi. E non potrebbe che essere, così dato che – vista la segretezza delle liste, blindate da sempre  – la fonte reca la firma del gran maestro Gustavo Raffi, autore di una recente pubblicazione, “In nome dell’uomo”, in base alla quale in Italia ci sono 21.400 massoni e 757 logge. Sempre secondo la stessa fonte, negli ultimi anni ci sarebbe stato un crescendo di iniziazioni: nel 1999, secondo il Goi, coloro che aderivano erano 12.630 mentre nel 2003 avevano raggiunto quota 15.099. Punto di svolta sarebbe stato poi il 2009, quando gli aderenti hanno per la prima volta sfondato quota 20 mila “fratelli”. A questo si aggiunga che, in base a quanto viene scritto nel libro di Raffi, “l’età media dei fratelli attivi è scesa a 53,6 anni, mentre di anni 43,2 è l’età media dei bussanti”, cioè di coloro che chiedono di essere iniziati.

Sarà dunque questa la massoneria che si presenterà con l’abito buono a Rimini in periodi di tasche vuote, occupazione che scompare e tutele dei lavoratori che saltano. Una massoneria che, dopo aver elogiato il presidente del consiglio Mario Monti, intende ritagliarsi un ruolo guida. “Vogliamo e dobbiamo esserci”, dice il gran maestro Raffi. Non a caso, dunque, il congresso è intitolato “Oltre la crisi, la bussola dei valori per ritrovare l’Uomo”. In programma interventi di docenti, intellettuali e pensatori i cui nomi vanno da Gianni Vattimo a Giulio Giorello, da Aldo Masullo a Oscar Giannino e Alessandro Cecchi Paone, già presente a Rimini l’anno scorso.

L’ascesa del gran maestro Raffi e le spaccature interne. Ma tutto è così edulcorato come sembra? Ciò che è certo è che il Goi si prepara a una scadenza spinosa, le elezioni del 2014che dovrebbero chiudere definitivamente l’era Raffi. È lui la figura che si è posta l’obiettivo di superare una volta per tutte le “macchie” della P2, definita in più occasioni dall’avvocato romagnolo “lontana da noi come le Brigate Rosse lo erano dal partito comunista”. L’occupazione dello Stato (passata attraverso l’affiliazione dei più elevati vertici del mondo militare, economico e politico, oltre che attraverso gli spettri golpistici e i depistaggi nella storia delle stragi) è liquidata dunque come opera del “materassaio (lavorava alla Permaflex ndr) di Arezzo”.

Chiuso questo capitolo – almeno nelle volontà degli uomini di maggioranza relativa del Goi, rapidi nell’etichettare come “deviazioni dal libero pensiero” affiliati o presunti tali che finiscono in inchieste come quelle su P3 e P4 –, l’egida Raffi, originario di Bagnacavallo, in provincia di Ravenna, si è originata sotto i lumi di personaggi che hanno contato nel mondo di cappucci e compassi. Già di per sé la Romagna è terra di tradizione massonica, vantando nomi come quello del politico repubblicano Nevio Baldisserri e del compagno di partito Celso Cicognani, sindaco di Ravenna a cavallo tra gli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta.

L’avvocato a capo da 13 anni del Goi è stato iniziato nel 1968 entrando nella loggia “DanteAlighieri, che esiste ancora, e poi ne ha fondato una propria, “La Pigneta”, in omaggio a una realtà che proveniva direttamente dal periodo napoleonico. Infine il 20 marzo 1999 l’approdo all’apice della più estesa loggia italiana, al vertice della quale è stato per tre mandati, l’ultimo iniziato il 1 marzo 2009 con una manciata di preferenze. Ed è a questo punto che è diventata evidente una frattura interna mai ricomposta.

Se c’è chi scherza sul fatto che le lotte intestine sono “normali”, quasi fossero un’altra tradizione massonica fin dai tempi dei cavouriani, oggi c’è chi gira le spalle al folklore risorgimentale e annuncia il “prossimo surclassamento della vecchia guardia”. Un surclassamento almeno tentato per esempio dal Grande Oriente D’Italia Democratico di Gioele Malgaldi. Il quale, con le sue lettere aperte al “fratello Silvio Berlusconi”, addebitava al Goi l’“assenza di qualsivoglia spazio libero messo a disposizione” degli iscritti. Raffi ha respinto quest’accusa così come quella che vorrebbe molti esponenti della sua loggia troppo vicini alle istanze del Pdl ricordando uno scontro sotterraneo ma che ha rischiato di finire nelle aule di tribunale con politici come il già coordinatore nazionale del partito Denis Verdini, carica che ha ricoperto con Sandro Bondi e Ignazio LaRussa.

Le liste di ‘fratelli’? Quando ci sarà una legge che lo impone. E in questi anni Raffi ha puntato sulla “trasparenza”. Ribadita fin dalla prima allocuzione, quella della “rivoluzione del sorriso”, è pur sempre una trasparenza a modo suo che passa più volentieri attraverso riviste, siti Internet e canali per radio e tv. Ma rimane il fatto che l’elenco degli iscritti resta tabù e Raffi ha più volte dichiarato che l’obbedienza che rappresenta lo farà solo se sarà un obbligo per tutti. “Quando ci sarà una legge che lo impone e che tutelerà i massoni dal clientelismo”, aveva detto alfattoquotidiano.it, “ci adegueremo”.

Intanto, chi cita singoli iscritti o, peggio, pubblica lista di iniziati, rischia di vedersela con avvocati e querele, quando non con citazioni in sede civile per richieste di risarcimento danni. Inutile bussare anche alle porte delle prefetture, presso cui dovrebbero essere depositate le liste ma sulle quali si viene rimbalzati malgrado una legge datata 1982 contro le logge coperte. E in merito ai nomi, al momento, si spendono solo quelli spendibili a livello nazionale e internazionale per dare richiamo alla massoneria, quasi fosse (e lo sembra) una campagna di marketing.

Allora ecco che, oltre agli stracitati Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini, si indicano tra i massoni illustri i più glamour Walt Disney e Clark Gable o il principe Antonio De Curtis, in arte Totò. Oppure, ancora, esponenti più seriosi come Lando Conti, sindaco di Firenze tra il 1984 e il 1985 ucciso dalle Brigate Rosse il 10 febbraio 1986. Colui, per citare ancora Raffi, che “incarna il ritratto del perfetto amministratore” e alla lista degli illustri iniziati aggiunge “Ernesto Nathan, il più grande sindaco di Roma, del pari mazziniano e massone, addirittura Gran Maestro”.

Non una parola ulteriore invece sul “materassaio”, Licio Gelli, l’uomo che uscì proprio da Palazzo Giustiniani a metà degli anni Sessanta per avviare, in un scalata prodigiosa e poco osservante dei “gradini” della gerarchia massonica, quella che “nessuno più negare che […] stata un’associazione a delinquere”, come la definì Sandro Pertini. La P2, appunto. E nemmeno oggi una parola nel commentare affermazioni come quelle dello scorso dicembre di Cesare Geronzi, anima nera della finanza italiana, che dichiarò: “La massoneria […] conta, forse conta molto, ed è spesso segnalata come protagonista di snodi più importanti di settori politici e finanziari”.

 

QUESTA UNA DELLE CAUSE,PER NIENTE NASCOSTA, DI TANTI GUAI ITALIANI !

Neutrini sott’acqua: una ricerca nelle coste al largo di Siracusa dal sito :Oggi Scienza

CRONACA

A largo di Capo Passero, la punta più a sud della Sicilia, sta per esser avviata la costruzione di un grande telescopio sottomarino a 3.500 metri di profondità, destinato a captare le particelle più elusive dell’Universo, i neutrini di altissima energia provenienti dai confini più remoti della Via Lattea. Anche se non viaggiano più veloci della luce (come i dati preliminari dell’esperimento Opera avevano lasciato intendere), i neutrini serbano comunque una miniera di segreti ancora da scoprire. Il progetto europeo, al quale l’Italia partecipa con l’Istituto nazionale di fisica nucleare grazie a un finanziamento di 20,8 milioni di euro, si chiama Km3NeT  (acronimo che sta per “telescopio per neutrini di chilometri cubici”) ed è una delle ricerche di punta individuate dalla Commissione Ue per la fisica del futuro. Una volta ultimata, l’opera sarà la seconda più maestosa dopo la Muraglia Cinese. Di questo e delle altre avventure in corso all’acceleratore Lhc di Ginevra, si parlerà domani a Catania in occasione della conferenza “Esploratori dell’invisibile”, organizzata dall’Infn, alla quale si sono prenotati più di 1.200 studenti. Sarà possibile seguire l’evento via streaming.

Costruire un telescopio sott’acqua può sembrare bizzarro: perché mai scegliere il fondale marino come location? “Abbiamo bisogno di schermare i raggi cosmici”, spiega Emilio Migneco, coordinatore del progetto Km3Net. I chilometri d’acqua sopra l’antenna, in pratica, svolgeranno la stessa funzione della montagna che sovrasta i laboratori nazionali del Gran Sasso. “A differenza delle altre particelle, i neutrini interagiscono pochissimo con la materia e possono attraversarla indisturbati”. Compito di Km3Net sarà fotografare il passaggio subacqueo dei neutrini, o meglio i lampi (effetto Cherenkov) emessi nelle rare collisioni dei neutrini con le particelle di materia. Dalla traiettoria di queste scie luminose che s’accendono nelle profondità marine, i fisici sono in grado di risalire al percorso dei neutrini e seguirli a ritroso fino alla loro origine cosmica, come collisioni cosmiche o esplosioni di supernovae.

“L’occhio del telescopio sarà costituito da 12 mila sfere di vetro capaci di resistere fino a 600 atmosfere di pressione. Ogni sfera è dotata di 31 fotomoltiplicatori, disposti lungo 300 torri verticali alte 1000 metri, che andranno quindi a coprire un’area di svariati chilometri quadrati, da cui il nome del progetto”, prosegue Migneco. Ecco come funziona. “I sensori fotomoltiplicatori ricevono il segnale luminoso e lo trasformano in segnale elettrico, che viaggia lungo un cavo sottomarino in fibra ottica fino alla stazione a terra, a 80 km di distanza, dove il segnale verrà elaborato”.

Dal punto di vista ingegneristico e tecnologico, l’impresa è ambiziosa. “Per la costruzione di Km3Net useremo anche robot sottomarini teleguidati”. Ma può contare sull’esperienza maturata grazie ai progetti piota AntaresNestor Nemo, realizzati rispettivamente al largo di Tolone (Francia), Pylos (Grecia), in Sicilia.

Tra quattro anni le prime torri dovrebbero esser pronte a ricevere i neutrini. “Ci aspettiamo di scoprire da dove hanno origine queste enigmatiche particelle”, dice Migneco. “Potremmo scoprire fenomeni ancora sconosciuti”. Si apre una nuova finestra, o meglio un oblò, sull’Universo.

Crediti immagine: INFN

Fotografare il Vaquita ne aiuta la conservazione

Ora che sappiamo di più sui retroscena di queste focene po ‘speciale, vaquita ricercatore Thomas Jefferson ci dice di più circa l’importanza di fotografare vivi e allo stato brado e condivide le sue esperienze della spedizione 2008 di catturare alcune delle prime immagini di queste focene .

La vaquita ( Phocoena sinus ) è stata riconosciuta come una delle specie più rare e vulnerabili mammiferi del Mondo dalla sua scoperta scientifica solo un po ‘più di cinquanta anni fa. Porpoise morti nel settore della pesca reti da posta sono insostenibili e sono chiaramente provocando la piccola popolazione di rifiutare. Il vaquita è elencato come in pericolo critico nella Lista Rossa IUCN. Con la recente scoperta che il baiji ( Lipotes vexillifer ) del fiume cinese Yangtze è ormai estinto, il vaquita è diventa la specie di cetacei più minacciate al mondo.Vaquita La popolazione è diminuita di oltre il 50% dal 1997, quando il primo sondaggio su larga scala di tutta la gamma è stata condotta. Le dimensioni della popolazione attuale del vaquita è stato stimato combinando le informazioni da un sondaggio visivo e acustico condotta nel 2008. E ‘stato stimato che solo circa 245 vaquitas è rimasto nel 2008, e se il declino continua, allora ci sarebbe probabilmente non più di 220 a sinistra al presente!

Due dei restanti vaquita.

Nel 2008, gli sforzi per sensibilizzare l’opinione pubblica e la conservazione vaquita era stato limitato dalla mancanza di immagini di alta qualità di foto o video di animali vivi nel loro habitat naturale. I gruppi verdi spesso con successo utilizzare le immagini di fauna selvatica a concentrare i loro sforzi di raccolta fondi e ottenere la simpatia per le specie minacciate (un chiaro esempio è il panda gigante, in cui le immagini di questo grande animale attraente hanno contribuito a guadagnare simpatia per la sua conservazione efficace). Questo era stato difficile con il vaquita, che è anche un grande animale attraente (e con un aspetto unico, molto diverso da una qualsiasi delle altre sei specie di focene).Poche persone rese conto, tuttavia, come le migliori immagini disponibili erano sfocate, foto che mostrano distanti poco più di un punto granulosa che sembrava più una particella di polvere sulla lente di un mammifero marino! Ci sono stati anche da afferma in Messico che la vaquita non era reale – una ‘creatura mitica,’ ulteriormente ostacolando gli sforzi di conservazione. Mostrando al mondo ciò che il vaquita sembrava, vivo e nel suo habitat naturale, sarebbe fondamentale per gli sforzi per raccogliere i fondi necessari per salvare la specie. Inoltre, la fotografia può aiutarci a conoscere meglio la biologia di questa specie poco conosciute. del 2008 Expedition fotografica Così, con finanziamenti da diverse organizzazioni (tra cui WDCS), ho deciso alla fine del 2008 con i miei colleghi Tom Kieckhefer, Paula Olson , e Chris Johnson, per vedere se riuscivamo a risolvere questo problema. Dal 02-30 OTTOBRE 2008, abbiamo condotto piccoli vasi indagini vaquitas da San Felipe. Ogni giorno, tempo permettendo, abbiamo viaggiato in mare aperto nella regione tra San Felipe e Rocas Consag. Abbiamo cercato vaquitas, mentre la nave si stava muovendo, ma anche periodicamente condotta ‘stop e deriva’ ricerche, in cui il motore della nave ed ecoscandaglio sono state chiuse, e 3-6 persone cercato la zona con occhio nudo e binocolo.

L’equipaggio a bordo di indagine una delle navi da ricerca.

Abbiamo usato due imbarcazioni: la Luz Emma, ​​una piccola barca a motore 21 piedi fuoribordo, chiamato panga, e Pancho Villa, un 57 piedi nave pesca sportiva con sede a Puerto Peñasco. Il Pancho Villa era molto più stabile e seaworthy, con una piattaforma più alta e la capacità molto maggiore per le osservazioni osservatori. Essa ha dimostrato di essere un tipo migliore piattaforma per le ricerche. Dopo 17 giorni preoccupanti giorni di non vedere un vaquita unico, abbiamo finalmente avuto una giornata di calma piatta ei nostri primi avvistamenti il 18 ottobre. Ci ha colpito il jackpot! Nel corso dei prossimi 12 giorni abbiamo avuto 12 avvistamenti di più … Abbiamo ricevuto le foto di vaquitas durante otto degli avvistamenti. La maggior parte delle foto erano molto distanti, ma abbiamo fatto ottenere alcune immagini di alta qualità che si sono rivelati utili per la promozione vaquita conservazione (vedi il nostro sito webwww.vivavaquita.org ). Inoltre, abbiamo ottenuto immagini che sono state adeguate per la foto-identificazione. Questa rappresenta la prima volta che sono stati vaquitas foto-identificati.

L’individuo sullo sfondo ha una pinna molto caratteristico ed è facilmente riconoscibile.

Nonostante le sfide e le difficoltà evidenziate, non vedendo vaquitas per 17 giorni, questo progetto ha dimostrato che (con molta pazienza e un pò di fortuna) vaquitas può essere fotografato e la foto-identificazione di focene singoli è possibile. Molti dei nostri colleghi dubbio questo è stato possibile, e dopo 17 giorni senza avvistamenti, stavamo iniziando a dubitare di noi stessi. Gli animali sono incredibilmente criptico e raro, quindi una grande quantità di tempo sarà generalmente necessario. Tuttavia, lo stato critico, in via di estinzione delle specie rendono questo vale la pena. Attraverso tali sforzi futuri, speriamo di aiutare a prevenire l’estinzione di questo delfino meraviglioso e misterioso poco! Le foto scattate nell’ambito dell’autorizzazione (Oficio No. DR/488/08) dalla Secretaria de Medio Ambiente y Naturales Resursos (SEMARNAT), all’interno di un naturale protetta zona soggetta a gestione speciale e decretato come tale dal governo messicano.


A Fukushima una ricerca dibattuta

Le “facce da culo” di Flores D’Arcais

DAL SITO  :CONTRO LA CRISI

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Paolo Flores D’Arcais

 

 

Marchionne, Marcegaglia, Berlusconi e “buon ultimo Bersani”: tutte “facce da culo” per un inedito Paolo Flores D’Arcais, direttore di MicroMega, intervenuto dal palco della manifestazione della Fiom a piazza San Giovanni. “Un certo signor Marchionne – ha esordito – ha accusato la Fiom di fare politica. Una certa signora Marcegaglia si lamenta che la Fiom fa politica. Un certo cavalier Berlusconi ha sempre trattato la Fiom come il demonio, perchè fa politica, chiedendo esorcismi ai Sacconi, i Brunetta e altri chierichetti del suo regime. Buon ultimo è arrivato l’onorevole Bersani, che ha vietato ai dirigenti del Pd di partecipare a questa manifestazione, perchè la Fiom fa politica, anzi una brutta politica, visto che da questo palco parlerà anche un dirigente del Pd della Val di Susa, ex sindaco e più che mai No Tav. Vorrei dirlo sommessamente – ha proseguito Flores – con i toni sobri che sono di prammatica da quando abbiamo un nuovo governo: questi signori, ogni volta che si stracciano le vesti perchè la Fiom fa politica, hanno la faccia come il culo”. “Non fa forse politica Marchionne, quando col sostegno di qualsiasi governo e dei media asserviti, impone che nelle fabbriche la Costituzione diventi carta straccia? Non fa politica la Confindustria, un giorno sì e l’altro pure, che dai governi pretende sempre favori per i padroni (con i soldi nostri) e sacrifici per gli operai? Non fanno politica i grandi banchieri – ha affermato ancora – al punto che uno di loro è ormai il ministro più potente del governo ‘tecnico’? E il partito di Bersani non ha candidato nelle sue liste i Calearo e i Colaninno (bella roba, sia detto en passant, per un partito che si dice riformista e forse di sinistra), ritenendo normale che gli imprenditori facciano politica?”.

Sotto sequestro ingenti quantità di rifiuti a Targia

Dal sito Zeronove Tv

Eternit_e_altri_rifiuti_nocivi_abbandonati_a_targia

Importante operazione di polizia giudiziaria, finalizzata alla repressione degli illeciti in materia ambientale ed alla tutela della pubblica incolumità ha visto protagonisti sotto la regia della Procura della Repubblica di Siracusa, gli uomini della Sezione Ambiente/Demanio della Guardia Costiera di Siracusa e della Polizia Ambientale del Comune di Siracusa unitamente ai funzionari della Provincia Regionale di Siracusa e dell’ARPA.
L’operazione ha accertato e posto sotto sequestro una ingente quantità di rifiuti illecitamente abbandonati.
Tali rifiuti, impropriamente “smaltiti” sul suolo pubblico da cittadini senza scrupoli, in virtù del D.Lgs 152/2006 (Testo Unico dell’Ambiente) rientrano nella categoria del tipo speciali, ingombranti e pericolosi. 
Trattasi di materiale in eternit (e quindi contente al suo interno fibre di amianto), gomme auto, elettrodomestici, guaine varie, mobilio domestico, sanitari, fusti vuoti in metallo e materiale plastico di ogni genere sparsi su un’area di circa 6 ettari.
Nella zona, tra l’altro, nelle giornate precedenti era stata segnalata la presenza di bovini al pascolo e quindi con rischio per la salute pubblica e degli animali stessi.
L’area in cui è stato consumato il reato ambientale rientra nell’ambito del Sito di Interesse Nazionale (S.I.N.) e nella fascia costiera quindi sottoposta a vincolo paesaggistico.
Il Comune di Siracusa ha assicurato l’immediato avvio dell’iter amministrativo per la bonifica dell’area di pertinenza del Comune e la chiusura fisica dell’accesso a monte dell’area con la collocazione di grossi massi interdittori, al fine di impedire materialmente l’abbandono indiscriminato di rifiuti in quel sito.

Sotto sequestro ingenti quantità di rifiuti a Targia

Dal sito Zeronove Tv

Eternit_e_altri_rifiuti_nocivi_abbandonati_a_targia

Importante operazione di polizia giudiziaria, finalizzata alla repressione degli illeciti in materia ambientale ed alla tutela della pubblica incolumità ha visto protagonisti sotto la regia della Procura della Repubblica di Siracusa, gli uomini della Sezione Ambiente/Demanio della Guardia Costiera di Siracusa e della Polizia Ambientale del Comune di Siracusa unitamente ai funzionari della Provincia Regionale di Siracusa e dell’ARPA.
L’operazione ha accertato e posto sotto sequestro una ingente quantità di rifiuti illecitamente abbandonati.
Tali rifiuti, impropriamente “smaltiti” sul suolo pubblico da cittadini senza scrupoli, in virtù del D.Lgs 152/2006 (Testo Unico dell’Ambiente) rientrano nella categoria del tipo speciali, ingombranti e pericolosi. 
Trattasi di materiale in eternit (e quindi contente al suo interno fibre di amianto), gomme auto, elettrodomestici, guaine varie, mobilio domestico, sanitari, fusti vuoti in metallo e materiale plastico di ogni genere sparsi su un’area di circa 6 ettari.
Nella zona, tra l’altro, nelle giornate precedenti era stata segnalata la presenza di bovini al pascolo e quindi con rischio per la salute pubblica e degli animali stessi.
L’area in cui è stato consumato il reato ambientale rientra nell’ambito del Sito di Interesse Nazionale (S.I.N.) e nella fascia costiera quindi sottoposta a vincolo paesaggistico.
Il Comune di Siracusa ha assicurato l’immediato avvio dell’iter amministrativo per la bonifica dell’area di pertinenza del Comune e la chiusura fisica dell’accesso a monte dell’area con la collocazione di grossi massi interdittori, al fine di impedire materialmente l’abbandono indiscriminato di rifiuti in quel sito.

I mezzi, le ricerche e, le motivazioni per cercare il bosone di Higgs

Dal sito TIME Science

Non molto tempo fa, l’acceleratore di particelle Tevatron, a circa 30 miglia a ovest di Chicago, è stato il più grande, acceleratore sul pianeta. E ‘ una macchina capace di sbattere migliaia di miliardi di protoni e antiprotoni quasi alla velocità della luce per scoprire alcune delle più grandi e alte energie della fisica ,registrando successi, tra cui il quark top  e una serie di altre nuove particelle. ll Tevatron produce tipicamente circa 10 milioni di collisioni protone-antiprotone al secondo.Ma si punta a spegnerlo dopo 28 anni di funzionamento, vittima di tagli di bilancio, anche se il più nuovo e più potente Large Hadron Collider, o Lhc, ha iniziato a sfornare,  in Europa, le sue stesse scoperte.

Ma il Tevatron è ancora molto in gioco: i fisici dall’ analisi dei dati provenienti da alcune delle piste finali dell’enorme macchina hanno trovato le prove dell’esistenza del bosone di Higgs, una particella sognata, chiacchierata, ricercata che ha eluso le ricerche dei fisici da oltre 45 anni. Non è la prima prova per l’Higgs, che legherebbe il cosiddetto modello Standard della Fisica insieme a Nice, la cosiddetta ordinata dell’arco. Non è il più forte segnale: è venuto alla fine dell’anno scorso, quando gli scienziati del LHC hanno annunciato un quasi-ma-non-proprio indizio di rilevamento che ha suscitato l’allarme nella comunità dei fisici. Le nuove scoperte sono quasi di conferma, e quando si parla di alcune delle più delicate, delle più complicate esperienze mai realizzate, si arriva ad affermazioni estremamente importanti. “Sulla base dei dati attuali Tevatron“, dice un documento che descrive la nuova analisi, “e i risultati elaborati a dicembre 2011 da altri esperimenti [intendendo l’LHC],” questo è il più forte indizio dell’esistenza di un bosone di Higgs“.

Allora, c’è qualcosa di importante e che cosa, del resto, è il bosone di Higgs? La risposta ha a che fare con le masse delle varie particelle subatomiche, e quelle variano molto. I protoni sono più massicci rispetto agli elettroni, per esempio, e gli elettroni sono più massicci rispetto ai neutrini. I fotoni non hanno massa . Per la maggior parte di noi, c’è più di un fatto inspiegabile. Per i fisici, però, è un mistero che richiede una soluzione. Perché le masse sono così diverse – e perché le particelle hanno tutti massa ?

La risposta, hanno suggerito diversi scienziati  nel 1960, è che l’intero universo è pervaso da una sorta di campo energetico – si chiama il campo di Higgs, che il fisico scozzese Peter Higgs l’ha che per primo fin qui descritto. Il campo di Higgs è qualcosa come una melassa cosmica: le particelle debbono sgobbare e come, attraverso di essa e, la resistenza che incontrano è quello che misuriamo come massa. Dal momento che le stelle, i pianeti e le persone sono fatte di queste particelle è per questo che hanno una massa pure. Da qui l’importanza del campo di Higgs.

Il campo di Higgs  fa la sua magia,esegue il ping che coinvolge i protoni, elettroni e il resto con la sua particella proprietaria nota come il bosone di Higgs. Se non riesci a trovare il bosone, non è possibile dimostrare l’esistenza del campo di Higgs – e se non puoi provare il campo di Higgs, non si può spiegare da dove proviene la massa. Così rilevare il bosone non è una cosa di minore importanza.

Per gli standard delle particelle, il bosone di Higgs dovrebbe essere una sorta di Bruiser. I calcoli dei fisici suggeriscono che sarebbe molto più massiccia rispetto a qualsiasi particella vista fino ad oggi – e per favore non chiedetemi perché lo stesso Higgs ha una massa. (OK, se è necessario, probabilmente è perché il campo di Higgs interagisce con il campo omonimo, così come fa ogni altra particella.)

Per trovare il bosone di Higgs, è necessario un potente acceleratore che crea- se estremamente piccolo –  esplosioni estremamente potenti: le particelle che condensano dalla conseguente esplosione di energia potrebbe anche contenere un Higgs o due. Nel mese di dicembre, due diversi rivelatori a LHC, appena fuori Ginevra, hanno visto alcune prove della comparsa del bosone di Higgs – sotto forma di cosiddetti “dossi” nei dati di circa 124 o 126 miliardi di elettronvolt (che è l’unità di massa quando si parla di particelle, la massa di un protone è di circa un miliardo di elettronvolt). Questo valore è nella gamma in cui i fisici teorici suggerito l’Higgs potrebbe effettivamente essere trovato, e mentre la rilevazione non è stata considerata definitiva, è stato almeno di grande suggestione.

Il nuovo rapporto dal Tevatron vanta pure un urto. La versione americana non è chiaro come a causa della debolezza relativa del dell’acceleratore europei ‘: era da qualche parte tra i 115 e 135 miliardi di elettronvolt. Ma dato che è coerente con ciò che il LHC ha visto, si rafforza il caso che il bosone di Higgs potrebbe essere stato finalmente portato a casa.

Il Tevatron non sarà in grado di aiutare molto dopo questo, la nuova analisi era praticamente l’ultimo sussulto eroico della dalla macchina venerabile. Ma un sacco di fisici del Fermilab sono coinvolti in esperimenti di LHC tutte uguali: la macchina europea ha anche una sala di controllo remota situato presso la sede Fermilab. E mentre l’iter d’utilizzo del Tevatron si è conclusa , l’LHC è appena iniziato. E ‘dilagare il suo potere per la prossima tornata di protone-smashing, quindi se il bosone di Higgs esiste davvero – come i fisici sono ormai sempre più certi che sia – il segnale dovrebbe continuare a diventare più forte,sempre più forte fino a quando non sarà  incontrovertibile. Questo non potrebbe durare a lungo, sia. “Io non credo che ci sia posto in cui si possa nascondere  il bosone di Higgs -ha detto Rob Roser fisico  del Fermilab- faremo conoscere la risposta in un modo o nell’altro entro la fine del 2012”.

Read more: http://www.time.com/time/health/article/0,8599,2108525,00.html#ixzz1odBaA0rD

Il_tevatron_di_chicago
Il_large_hadron_collider_lhc

Si stringe il cerchio attorno al bosone di Higgs

Tracce_del_bosone_di_higgs

Acceleratore_di_particelle

GINEVRA (dall’agenzia Reuters) – I fisici che studiano la formazione dell’universo hanno detto oggi di essere vicini a rintracciare il bosone di Higgs, la particella considerata la chiave per la trasformazione dei detriti del Big Bang in stelle, pianeti e in conclusione in vita. I ricercatori hanno parlato dopo che il laboratorio Usa Fermilab ha fatto sapere di aver trovato, probabilmente, tracce della particella. Il centro di ricerca europeo Cern aveva trovato tracce simili lo scorso anno. “La fine della caccia al bosone di Higgs è vicina”, ha detto Jim Siegrist, direttore associato per la Fisica delle Alte Energie al Dipartimento dell’energia di Washington, che supervisiona le operazioni del Fermilab. “E’ bello vedere che tutti i segnali stanno convergendo”, ha detto il portavoce del Cern James Gillies, mentre Oliver Buechmueller, ricercatore del centro che ha lavorato all’esperimento Cms ha commentato: “Sembra che ci stiamo avvicinando sempre più. L’estate sarà molto calda”. Tutti, però, sono concordi nel dire che è troppo presto per annunciare formalmente la scoperta della particella che rappresenta l’anello mancante del Modello Standard di fisica.