Archive for 31 Gennaio 2012

Gli ultimi sviluppi sulla struttura della materia

chiacchierata fra fisici. Uno, l’intervistatore e nostro collaboratore Luca Mazzuccato, giovane fisico di belle speranze (research assistant professor al Simons Center for Geometry and Physics dell’Università Stony Brook, NY) incontra l’altro, Shmuel Nussinov, decano della Scuola di Fisica e Astronomia all’Università di Tel Aviv (ha appena compiuto settant’anni), che gli confessa i suoi forti dubbi sul fatto che i neutrini possano viaggiare più veloci della luce. E non solo… (FS)

CULTURA – Riserva sempre sorprese chiacchierare con Shmuel Nussinov. Nussinov spende molti mesi ogni anno in visita presso istituti di ricerca americani: l’Institute for Advanced Study a Princeton, Upenn, l’Università del Maryland e ora la Chapman University. I suoi consueti seminari al C. N. Yang Institute per la Fisica Teorica, a Stony Brook, sono un must e sarete certi di rimanere a bocca aperta. In occasione del suo recente settantesimo compleanno, Nussinov decise di farsi un regalo unico nel suo genere: pubblicare undici articoli di fisica teorica nella stessa settimana, sui più svariati argomenti. Dalla materia oscura, alla fisica dei neutrini, alla teoria dei grafi e quant’altro…

Parliamo dell’esperimento sulla bocca di tutti: OPERA, nel laboratorio del Gran Sasso, che raccoglie un fascio di neutrini sparato dall’acceleratore di particelle al CERN di Ginevra, dopo aver attraversato 700 miglia di solida roccia come niente fosse. La collaborazione ha recentemente pubblicato un articolo, in cui chiedono alla comunità scientifica di verificare la loro analisi dei dati: i neutrini misurati avrebbero viaggiato più veloci della luce… Credi che questa sia la spiegazione?

Sicuramente no. Ci sono molte ragioni per credere che le loro conclusioni siano sbagliate. Se i neutrini fossero più veloci della luce, come suggeriscono, la stessa anomalia si paleserebbe in un gran numero di altri esperimenti: ma questo non è successo! L’esempio più semplice è la fisica dei raggi cosmici, che possiamo misurare con estrema accuratezza. Una velocità superiore a quella della luce si traduce in una violazione dell’invarianza di Lorentz, il pilastro della relatività speciale di Einstein. Per esempio, i pioni osservati dal decadimento dei raggi cosmici, di solito non decadono quasi mai in un muone e un neutrino muonico. Ma nel caso raro in cui decadano in questo canale,  assumendo per assurdo che questi neutrini fossero più veloci della luce, i “cattivi” neutrini muonici porterebbero sono una frazione infinitesima dell’energia, lasciando la maggior parte del bilancio energetico ai muoni. In contraddizione con le osservazioni dei raggi cosmici. Un’altra contraddizione, scoperta dal Nobel Sheldon Glashow e Andrew Cohen: se avessimo neutrini muonici di alta energia che viaggiano più veloci della luce, questi rilascerebbero coppie di elettroni-positroni, diminuendo la propria energia. L’ipotetico fascio di particelle perderebbe una grossa quantità di energia in questo modo. Questo sarebbe in conflitto chiaro e lampante con una serie di esperimenti dalle misurazioni estremamente affidabili.

Quali potrebbero essere le spiegazioni alternative?

Non mi viene in mente nessuna soluzione possibile che sia consistente con tutti gli altri esperimenti allo stesso tempo… Si tratta probabilmente di un errore sistematico di cui non si è tenuto conto. In ogni caso, altri esperimenti in tutto il mondo stanno cercando di riprodurre i risultati di OPERA, quindi non ci resta di aspettare e vedere!

Parliamo ora di materia oscura. Il candidato più ovvio per la materia scura era una particella chiamata neutralino, predetta dalle teorie di supersimmetria. Per il momento, tuttavia LHC non l’ha ancora osservata…

La caccia alla materia oscura è un campo in cui i nostri progressi sono molto veloci – ma certo non più veloci della luce! Ma è certamente vero che, se la materia oscura fosse dovuta alla particella supersimmetrica chiamata neutralino, dovrebbe essere già stata prodotta e osservata da LHC, oltre ad essere già scoperta nei numerosi rivelatori sotterranei di materia oscura in molte parti del mondo. E invece, non ve n’è traccia alcuna…

Quali altri candidati per la materia oscura ci sono?

Oltre a versioni sofisticate della stessa teoria supersimmetrica, che contengono più super-partners del modello supersimmetrico più semplice, ci sono altri rivali di rango, come il cosiddetto “technicolor.” Quindi, per il momento non c’è motivo di preoccuparsi.

Immaginiamo che LHC non scorga traccia della materia oscura. Cosa dovremmo concludere in quel caso? Lasciar perdere?

Neanche per idea! Potrebbe darsi, per esempio, che la materia oscura sia nient’altro che un tipo di neutroni in incognito, che noi non riusciamo a vedere, come ho proposto nel mio seminario a Stony Brook. Supponiamo che esistano “neutroni specchio” e che i neutroni che tutti conosciamo (quelli che stanno nel nuclei degli atomi della tavola periodica) compiano delle oscillazioni avanti e indietro in queste nuove specie di neutroni specchio. Proprio come i neutrini, che oscillano avanti e indietro tra diversi flavors. Se le particelle specchio interagissero con noi solo attraverso la gravità, ho calcolato che queste potrebbero benissimo spiegare la quantità di materia oscura mancante.

Sembra che i fisici abbiano riposto le loro speranze per spiegare la fisica di LHC in nuovi fenomeni come la supersimmetria, le dimensioni extra o il technicolor, nessuno dei quali si sta verificando. Questo trend si è ripetuto spesso negli ultimi trent’anni, con la mancanza di nuove osservazioni, portando alla creazione di modelli sempre più barocchi. Sembra quasi che stiamo riscostruendo una sorta di sistema tolemaico…

Non posso darti torto su questo punto. Ma dovresti ricordarti delle quindici e più particelle “barocche” predette dal Modello Standard negli anni settanta e infine osservate con precision… Forse è la natura stessa ad amare lo stile barocco!

La_prima_immagine_di_un_neutrino

Gli ultimi sviluppi sulla struttura della materia

chiacchierata fra fisici. Uno, l’intervistatore e nostro collaboratore Luca Mazzuccato, giovane fisico di belle speranze (research assistant professor al Simons Center for Geometry and Physics dell’Università Stony Brook, NY) incontra l’altro, Shmuel Nussinov, decano della Scuola di Fisica e Astronomia all’Università di Tel Aviv (ha appena compiuto settant’anni), che gli confessa i suoi forti dubbi sul fatto che i neutrini possano viaggiare più veloci della luce. E non solo… (FS)

CULTURA – Riserva sempre sorprese chiacchierare con Shmuel Nussinov. Nussinov spende molti mesi ogni anno in visita presso istituti di ricerca americani: l’Institute for Advanced Study a Princeton, Upenn, l’Università del Maryland e ora la Chapman University. I suoi consueti seminari al C. N. Yang Institute per la Fisica Teorica, a Stony Brook, sono un must e sarete certi di rimanere a bocca aperta. In occasione del suo recente settantesimo compleanno, Nussinov decise di farsi un regalo unico nel suo genere: pubblicare undici articoli di fisica teorica nella stessa settimana, sui più svariati argomenti. Dalla materia oscura, alla fisica dei neutrini, alla teoria dei grafi e quant’altro…

Parliamo dell’esperimento sulla bocca di tutti: OPERA, nel laboratorio del Gran Sasso, che raccoglie un fascio di neutrini sparato dall’acceleratore di particelle al CERN di Ginevra, dopo aver attraversato 700 miglia di solida roccia come niente fosse. La collaborazione ha recentemente pubblicato un articolo, in cui chiedono alla comunità scientifica di verificare la loro analisi dei dati: i neutrini misurati avrebbero viaggiato più veloci della luce… Credi che questa sia la spiegazione?

Sicuramente no. Ci sono molte ragioni per credere che le loro conclusioni siano sbagliate. Se i neutrini fossero più veloci della luce, come suggeriscono, la stessa anomalia si paleserebbe in un gran numero di altri esperimenti: ma questo non è successo! L’esempio più semplice è la fisica dei raggi cosmici, che possiamo misurare con estrema accuratezza. Una velocità superiore a quella della luce si traduce in una violazione dell’invarianza di Lorentz, il pilastro della relatività speciale di Einstein. Per esempio, i pioni osservati dal decadimento dei raggi cosmici, di solito non decadono quasi mai in un muone e un neutrino muonico. Ma nel caso raro in cui decadano in questo canale,  assumendo per assurdo che questi neutrini fossero più veloci della luce, i “cattivi” neutrini muonici porterebbero sono una frazione infinitesima dell’energia, lasciando la maggior parte del bilancio energetico ai muoni. In contraddizione con le osservazioni dei raggi cosmici. Un’altra contraddizione, scoperta dal Nobel Sheldon Glashow e Andrew Cohen: se avessimo neutrini muonici di alta energia che viaggiano più veloci della luce, questi rilascerebbero coppie di elettroni-positroni, diminuendo la propria energia. L’ipotetico fascio di particelle perderebbe una grossa quantità di energia in questo modo. Questo sarebbe in conflitto chiaro e lampante con una serie di esperimenti dalle misurazioni estremamente affidabili.

Quali potrebbero essere le spiegazioni alternative?

Non mi viene in mente nessuna soluzione possibile che sia consistente con tutti gli altri esperimenti allo stesso tempo… Si tratta probabilmente di un errore sistematico di cui non si è tenuto conto. In ogni caso, altri esperimenti in tutto il mondo stanno cercando di riprodurre i risultati di OPERA, quindi non ci resta di aspettare e vedere!

Parliamo ora di materia oscura. Il candidato più ovvio per la materia scura era una particella chiamata neutralino, predetta dalle teorie di supersimmetria. Per il momento, tuttavia LHC non l’ha ancora osservata…

La caccia alla materia oscura è un campo in cui i nostri progressi sono molto veloci – ma certo non più veloci della luce! Ma è certamente vero che, se la materia oscura fosse dovuta alla particella supersimmetrica chiamata neutralino, dovrebbe essere già stata prodotta e osservata da LHC, oltre ad essere già scoperta nei numerosi rivelatori sotterranei di materia oscura in molte parti del mondo. E invece, non ve n’è traccia alcuna…

Quali altri candidati per la materia oscura ci sono?

Oltre a versioni sofisticate della stessa teoria supersimmetrica, che contengono più super-partners del modello supersimmetrico più semplice, ci sono altri rivali di rango, come il cosiddetto “technicolor.” Quindi, per il momento non c’è motivo di preoccuparsi.

Immaginiamo che LHC non scorga traccia della materia oscura. Cosa dovremmo concludere in quel caso? Lasciar perdere?

Neanche per idea! Potrebbe darsi, per esempio, che la materia oscura sia nient’altro che un tipo di neutroni in incognito, che noi non riusciamo a vedere, come ho proposto nel mio seminario a Stony Brook. Supponiamo che esistano “neutroni specchio” e che i neutroni che tutti conosciamo (quelli che stanno nel nuclei degli atomi della tavola periodica) compiano delle oscillazioni avanti e indietro in queste nuove specie di neutroni specchio. Proprio come i neutrini, che oscillano avanti e indietro tra diversi flavors. Se le particelle specchio interagissero con noi solo attraverso la gravità, ho calcolato che queste potrebbero benissimo spiegare la quantità di materia oscura mancante.

Sembra che i fisici abbiano riposto le loro speranze per spiegare la fisica di LHC in nuovi fenomeni come la supersimmetria, le dimensioni extra o il technicolor, nessuno dei quali si sta verificando. Questo trend si è ripetuto spesso negli ultimi trent’anni, con la mancanza di nuove osservazioni, portando alla creazione di modelli sempre più barocchi. Sembra quasi che stiamo riscostruendo una sorta di sistema tolemaico…

Non posso darti torto su questo punto. Ma dovresti ricordarti delle quindici e più particelle “barocche” predette dal Modello Standard negli anni settanta e infine osservate con precision… Forse è la natura stessa ad amare lo stile barocco!

La_prima_immagine_di_un_neutrino

IL METODO NANIA: ACCUSARE DAL SENATO CHI DENUNCIA, PER EVITARE I CONTROLLI SUI POSSIBILI CONDIZIONAMENTI MAFIOSI NELL’AFFAIRE PARCO COMMERCIALE DI BARCELLONA PG

 

L’affaire Parco Commerciale di Barcellona Pozzo di Gotto arriva in Parlamento, dove il vicepresidente del senato Domenico Nania interroga il Ministro degli Interni, non potendo accettare il provvedimento con cui il prefetto Alecci, il 9 dicembre del 2011, avvertiva la necessità di verificare possibili condizionamenti della criminalità organizzata nell’attività amministrativa del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto.

La difesa del senatore, che teme per le eventuali conseguenze politiche del provvedimento  a  4 mesi dal rinnovo del consiglio comunale previsto per la primavera del 2012, ripercorre i fatti contestati sulla redazione del nuovo PRG, delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA)  e delle Norme tecniche di attuazione delle previsioni urbanistiche del settore commerciale ( NTAC), nella localizzazione del parco commerciale e nell’inserimento dei terreni di contrada Siena, che sono state al centro di una denuncia presentata dalle associazioni antimafia “Rita Atria”  e “Città Aperta”, “secondo principi – che a detta del senatore –  non è chiaro dove e come vengano ricavati e secondo cui i privati non avrebbero potuto presentare un PRP”.

La sgradevolezza dell’interrogazione (che è possibile leggere per intero al seguente link) è dovuta non solo al linguaggio inquietante usato dal senatore a difesa dell’operato del cugino Sindaco Candeloro Nania, ma per come il senatore “scandalizzato” chiede al ministro “se risulti che esiste una sola città in Italia, dove si è disposto, come nel Comune di Barcellona PG, l’atto di Accesso su tutti gli atti amministrativi, non in funzione delle relazioni annuali sul controllo del territorio, riguardanti gli Enti locali, redatte da Questura, Arma dei Carabinieri e Guardia di finanza, ma di articoli e interrogazioni dal contenuto distorto ed errato”.

Gli articoli e le interrogazioni “dal contenuto distorto ed errato” sarebbero quelli di Antonio Mazzeo, divenuto una vera e propria ossessione per il senatore Nania, che durante la sua relazione, in cui più volte lo accusa di “straparlare”, lo nomina ben otto volte. Una di queste per definirlo, con l’associazione antimafia Rita Atria (ma la parola antimafia nel documento in effetti non compare), come “suggeritore locale”  di un esponente politico palermitano di cui, evidentemente per rispetto di “casta” non fa il nome.

Ecco uno stralcio esemplificativo di come il sen. Nania ha affrontato la questione in Parlamento:

“Le sollecitazioni dell’esponente politico palermitano e dei suoi “suggeritori locali” per sciogliere il Consiglio comunale della Città di Barcellona PG si basano tutte su presupposti politici e sul citato teorema come si evince dal commento di Antonio Mazzeo, dove si affermava: “Scoraggiante l’impasse che ha caratterizzato sino ad oggi la Prefettura di Messina, nonostante le denunce stampa e la circostanziata ricostruzione” (circostanziata, ovviamente, perché scritta dallo stesso Antonio Mazzeo) “sull’anomalo iter progettuale del Parco Commerciale di Barcellona abbiano fornito sufficienti elementi per istituire una commissione d’indagine ed accertare l’esistenza di eventuali condizionamenti esterni sulla vita amministrativa locale”.

Insomma il nome di Lumia, che invece il senatore fece qualche mese fa durante una conferenza stampa seguita a quella dell’associazione Rita Atria, parlando di “teorema LAM (Lumia, Atria, Mazzeo)”, non compare nella lunga interrogazione, che resta, per l’appunto, inquietante.

Il senatore Nania, infatti,  espone ad altissimo rischio di ritorsione coloro i quali con il loro impegno antimafia svelano intrecci e legami. Con dei toni che nulla avrebbero a che vedere con un normale,  pur se evidentemente spiacevole per il senatore,  controllo per verificare se, alla luce della procedura adottata per la localizzazione di un piano commerciale, l’ azione del Comune sia stata e sia condizionata dalla criminalità organizzata.

L’attacco personalizzato di un Vicepresidente del Senato ad un giornalista, non può che essere considerato intimidatorio, visti i toni e le circostanze che lo hanno determinato: per il senatore infatti, resta incomprensibile come mai, in una democrazia, la denuncia giornalistica abbia la stessa dignità di una “riservata” della Prefettura, della Questura o dei Carabinieri.

Eppure è questo il compito dei giornalisti: far conoscere ai lettori quelle zone d’ombra, altrimenti “riservate”. 

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Il sito di Giuseppe

Viaggio e canto delle megattere da Chemichiamo ma non solo

Il governo Monti acquista l’inceneritore di Acerra

Il governo Monti acquista l'inceneritore di Acerra.

I 7+1 responsabili della tragedia del Giglio « Il blog di Luca Venturini

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I 7+1 responsabili della tragedia del Giglio « Il blog di Luca Venturini.

Da leggere e valutare con la dovuta attenzione

Oltre alle morti umane pericolo disastro ambientale che potrebbe provocare la “Concordia”

Da GREENPEACE ITALIA

La nave da crociera “Costa Concordia” contiene migliaia di tonnellate di carburante e, forse, tonnellate di altre sostanze pericolose come lubrificanti, vernici, sostanze clorurate e amianto. C’è il rischio di una seria emergenza ambientale, in pieno Santuario dei Cetacei, senza interventi urgenti.

 

Nelle cisterne della nave ci sarebbero circa 2.400 tonnellate di carburante. Lo sversamento di solo tre/quattrocento tonnellate di carburante dal portacontainer RENA, in Nuova Zelanda, ha ucciso circa 20 mila uccelli marini e inquinato decine di chilometri di costa. L’emergenza ambientale che si profila nel caso della Costa Concordia è tristemente simile a quella che ha seguito l’affondamento, il 5 aprile 2007, dellanave da crociera Sea Diamond a Santorini (Grecia) e ripropone la questione dei rischi causati dall’avvicinamento alla costa dei grandi traghetti.

Greenpeace chiede che venga messo a punto e attuato con urgenza un piano per lo svuotamento delle cisterne di carburante della nave e quindi la rimozione della medesima.Lo svuotamento delle cisterne, che potrebbe essere complicato se il carburante – a causa delle basse temperature – avesse assunto una consistenza semi-solida, deve essere avviato immediatamente, prima che eventuali mareggiate infliggano danni strutturali al relitto, causando la dispersione del carburante. 

Ancora una volta denunciamo che in un’area teoricamente protetta come il Santuario dei Cetacei non esiste alcuno strumento per bloccare una nave con carico pericoloso se è in corso una tempesta, come nel caso della Grimaldi Lines, o impedire alle navi da crociera di avvicinarsi pericolosamente alla costa, come avvenuto per la Costa Concordia (leggi il rapporto). 

Il Santuario dei Cetacei nasce da un accordo tra Italia, Francia e Monaco e dovrebbe tutelare l’Alto Tirreno e il Mar Ligure per le eccezionali caratteristiche ambientali dell’area. Purtroppo, è solo un “parco di carta”, senza alcuna misura di gestione efficace.