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Archive for 30 Dicembre 2011

C’è lo zampino della Merkel ma anche di Obama sull’avvento del governo Monti

NULLA E’ STATO CASUALE; TUTTO ARCHITETTATO DA LONTANO E PER TEMPO

NULLA E’ STATO CASUALE; TUTTO ARCHITETTATO DA LONTANO E PER TEMPO.

Una spedizione dopo l’altra sull’Iss

Ormai gli astronauti che debbono lavorare a rotazione nella stazione spaziale internazionale partono solo dal Kazakistan,una volta esaurita la missione Shuttle della NASA.  In primo piano i motori del primo stadio del razzo Soyuz booster sono visibili e testimoniano il lavoro degli ingegneri che hanno accoppiato il razzo con la Soyuz TMA-22, uno dei tanti veicoli spaziali che si staccano dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan. Sono stati effettuati a puntino i preparativi per il lancio che è stato effettuato il 14 novembre sempre da Baikonur per raggiungere la stazione spaziale Internazionale con Expedition 30.I componenti di questa spedizione sono  il comandante Dan Burbank della NASA, il comandante Soyuz Anton Shkaplerov e l’ingegnere di volo Anatoly Ivanishin che saranno a bordo di questo velivolo spaziale. La stazione spaziale è lunga come un campo di football americano e può essere visto dalla Terra a occhio nudo. Lo sapevate che ognuno dei componenti è stato costruito nel paesi in tutto il mondo e riuniti per la prima volta nello spazio, a gravità zero, mentre sfreccia in tutto il mondo a 17.500 miglia all’ora?                         Immaginate una gravità zero e provate a fare un tour attraverso la Stazione Spaziale Internazionale per scoprire i diversi moduli che la compongono. Scoprirete i vari laboratori, l’abitazione, la palestra, e la grande finestra a 360^.                                                                                                                                                                                                                                                                 IMMAGINI DI VITA  A BORDO DELLA STAZIONE SPAZIALE

 

L’astronauta Satoshi Furukawa, della Giappone Aerospace Exploration Agency  componente dell’Expedition 29 ingegnere di volo, mentre è impegnato a lavorare al Microgravity Science Glovebox (MSG) nel laboratorio Destiny della Stazione Spaziale Internazionale.

 

Membri dell’equipaggio di Expedition 29 dopo l’atterraggio

 

Personale di supporto russo che lavorano per aiutare i membri dell’equipaggio di Expedition 29  per venire fuori dalla TMA-02M,cioè la navicella Soyuz poco dopo la capsula  è atterrata con i componenti di Expedition 29, cioè  comandante Mike Fossum e gli ingegneri di volo Sergei Volkov e Satoshi Furukawa in un area al di fuori della città di Arkalyk, nel Kazakistan, il 22 novembre  (era il 21 novembre negli Stati Uniti). L’astronauta della NASA Fossum, il cosmonauta russo Volkov e l’astronauta Furukawa  della Giappone Aerospace Exploration Agency sono di ritorno dopo essere stati più di cinque mesi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale dove hanno servito e lavorato insieme ai membri della Expedition 28 e gli equipaggi dell’Expedition 29.

Equipaggio_di_expedition_30
Un_modulo_della_stazione_spaziale_internazionale

I ghiacciai nella Groenlandia

Lecco provincia di Cazzullo

Eravamo decisi ad assegnare il Leccone d’Oro 2011 al primatista mondiale Sallusti, per lo scatto finale di cui ha dato prova ieri, col memorabile titolone sul Giornale: ‘“Silvio non mi ha pagato’. Mills lo scagiona in aula: ‘ Ho inventato tutto per ingraziarmi i Pm’. Scoperto il bluff. Il processo che doveva dimostrare la corruzione del Cav finisce nel nulla”.
L’idea che un tizio giudicato colpevole in Cassazione (Sallusti lo definisce strepitosamente “assolto per prescrizione”) di esser stato corrotto da B. in cambio di due false testimonianze ne faccia una terza per negare di essere stato corrotto e venga creduto da qualcuno, già ci pareva affascinante. E ancora più avvincente ci sembrava il movente usato per spiegare perché avesse scritto al commercialista e confermato ai pm di essere stato corrotto da B.: voleva salvare un certoDiego Attanasio e non aveva trovato di meglio che accusare il premier italiano.

Ma ciò che trovavamo davvero irresistibile era che Sallusti potesse immaginare che i giudici, fra una verità accertata in Cassazione e la bugia di un imputato colpevole, credano alla seconda. Insomma, ci eravamo convinti che il Leccone d’Oro lo meritasse lui, alla carriera. Poi però, sulCorriere, è uscita un’intervista di Aldo Cazzullo al cardinale ciellino Angelo Scola, arcivescovo di Milano. E abbiamo dovuto arrenderci: di fronte a cotanta lingua, Sallusti è un dilettante.

Quella di Cazzullo non è un’intervista: è una via di mezzo fra il terzo grado e il corpo a corpo. Uncrescendo rossiniano: “Teme davvero il ritorno alla violenza?”, “Ritiene che il primo passo verso il risveglio dei cattolici si sia compiuto con la formazione di questo governo?”, “Sta dicendo che c’è un deficit della politica che i tecnici non possono colmare?”. Lavorato ai fianchi, Sua Eminenza vacilla: “Sì, ho questo timore”, “È solo un segnale”, “Certo”. Gancio destro in pieno volto: “Qual è il suo giudizio sull’era Berlusconi? La Chiesa gli ha concesso un credito eccessivo?”. Il presule si aggrappa alle corde del ring per non finire al tappeto: “Presto per dare un giudizio complessivo”. In effetti sono trascorsi solo 18 anni, ne riparliamo nella prossima era geologica. Però si può già dire che “la casa brucia”. Un intervistatore qualunque ne profitterebbe per ricordare che sulle sue, di case, la Chiesa non paga l’Ici. Ma Cazzullo è speciale. Lo previene il porporato, facendosi la domanda e dandosi la risposta: “Si sta facendo un gran polverone sull’Ici”. Ecco, un gran polverone. “Lei – incalza il Cazzullo – proviene da Cl. Non teme che, tra i quasi 17 anni di potere di Formigoni, gli affari, gli scandali, Cl sia caduta in qualche eccesso?”.

In effetti trovare un leader ciellino rimasto a piede libero è arduo: concetto che cazzullescamente si traduce in “qualche eccesso”. Risposta: “Conosco Formigoni da quando aveva 14 anni, anche se da tempo ci si vedeva di rado. Se è stato eletto 4 volte consecutive, ci sarà pure una ragione”. È quel che si domandano i pm che indagano sulle firme false della lista e sui bilanci falsi del San Raffaele. E infatti ecco l’uppercut cazzullesco: “Che idea s’è fatto del caso San Raffaele?”. Scola: “Mi mancano troppi elementi per formulare un giudizio”. Mancherebbero pure un paio di miliardi nelle casse delSan Raffaele, ma non sottilizziamo. Ben altro allarma Sua Eminenza: “Qualche interrogativo è nato talvolta dalla ricerca biotecnologica”: ecco il guaio del San Raffaele, la ricerca biotecnologica. Assalto finale: “Lei è nato a Lecco e si è formato a Milano: come l’ha ritrovata?”. Magari col Tom-Tom? No, ce l’ha portato l’autista.

Alla parola “Lecco” pronunciata da un invidioso Cazzullo, che invece è solo di Cuneo, il cardinale ha l’istinto di farla finita: “La formula del mio ‘ ritorno a casa ’ è vera. Sarà forse un anticipo del crepuscolo dovuto all’età…”. E Cazzullo, affranto ma pronto: “Non dica così, lei ha appena compiuto settant’anni”. Così giovane e già così cardinale.
Poche storie: Leccone d’Oro honoris causa.

Aldo_cazzullo

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Il presepe del 2011 secondo Vauro

La spesa di natale della signora Monti da Repubblica.it

E CHISSE NE FREGA DOVE LO METTIAMO ?

 

La_spesa_di_natale_della_sig

Le rotte dell’ecomafia da Oggi Scienza

AMBIENTE – Le sostanze pericolose e non riciclabili? In Africa. Plastica, carta, metalli, legno, Raee? Via verso l’Estremo Oriente. Auto rottamate e varie tipologie di sostanza tossiche? Nei Paesi dell’Est e nel Centro Europa. Sono queste le vie preferenziali per lo smaltimento illegale dei rifiuti secondo l’ultimo rapporto di Legambiente-Polieco sull’ecomafia globale. Solo in Italia nel 2010 sono state sequestrate 11.400 tonnellate di rifiuti diretti prevalentemente in Cina, India e Africa in partenza dai porti di Trieste, Venezia, La Spezia, Taranto, Napoli e Palermo. Si tratta per lo più di rifiuti di carta e cartone (37%), materie plastiche (19%), gomma (16%) e metalli (14%).  Circa il 90% delle spedizioni di rifiuti di carta e cartone e di materie plastiche sequestrate era diretto in Cina, mentre il 70% delle spedizioni di gomma e pneumatici era in partenza verso la Corea del Sud. I metalli erano invece destinati per il 48% in Cina e per il 31% in India. Le parti di veicoli, infine, erano dirette in Cina (34%), Egitto (15%) e Marocco (12%).

Secondo i dati riportati dell’Agenzia delle Dogane, negli ultimi tre anni c’è stato un incremento delle tonnellate sequestrate che sono passate da 4.000 a oltre 11.000 e il trend sembra essere confermato anche per il 2011, in cui si prevede il sequestro di almeno 10.000 tonnellate. La lotta alle ecomafie sembra dare i primi frutti. Dal 2001, anno dell’entrata in vigore  del reato di attività organizzata di traffico illecito di rifiuti,  ci sono state ben 31 inchieste relative a traffici internazionali di rifiuti in partenza dall’Italia che hanno portato a 156 arresti, 509 denunce e 124 aziende sottoposte a provvedimenti giudiziari, con il coinvolgimento di 22 Paesi, dalla Germania alla Cina, dalla Russia al Senegal.

Rispetto al passato, però, le attività legate allo smaltimento illegale sono cambiate. I trafficanti internazionali di rifiuti non esportano oltre confine solamente scorie tossiche non riutilizzabili come melme acide, scorie chimiche o radioattive, ma soprattutto materiali da riutilizzare, violando sia le leggi, sia le regole del libero mercato, sfruttando a proprio vantaggio le potenzialità economiche degli scarti e scaricando i costi sulla collettività. Stando alle ultime stime della Guardia di Finanza per smaltire un container di 15 tonnellate di rifiuti pericolosi servono 60mila euro, seguendo la via illegale ne bastano solo 6 mila. Quindi un’impresa che si libera degli scarti di produzione rivolgendosi al mercato nero dello smaltimento può risparmiare fino al 90%, praticando una delle più odiose forme di concorrenza sleale nei confronti delle aziende che, invece, operano nella legalità.

Per aggirare la Convenzione di Basilea, che dal 1992 regolamenta i movimenti transfrontalieri di rifiuti tra paesi Ocse e non Ocse vietandone in linea generale l’esportazione, i trafficanti fanno ricorso alle triangolazioni tra Paesi e alla falsificazione dei documenti di accompagnamento dei carichi. Container carichi di rifiuti passano da un Paese a un altro con, in media, dai 5 ai 7 passaggi per carico.

Questa emorragia illegale di scarti destinati oltre confine rappresenta uno dei principali nemici della green economy, in particolare delle industrie del riciclo. I traffici illegali di rifiuti non solo mettono a rischio l’ambiente e la salute dei cittadini, ma anche l’economia legale.

Rivisitazionedi Lamarck dal sito Oggi Scienza

di Roberto Cantoni

Giraffa

Il lamarckismo, buttato efficacemente fuori dalla porta dal darwinismo alla metà del XIX secolo, rientra dalla finestra? In parte, sembrerebbe proprio di sì. Al Medical Center della Columbia University, tre biofisici e biochimici molecolari hanno scoperto come un tratto acquisito possa essere ereditato senza coinvolgere il Dna.Lo studio è stato pubblicato nel numero di dicembre di Cell. 

“Nel nostro studio, dei nematodi Caenorhabditis elegans (piccoli vermi del suolo, NdR) che avevano sviluppato resistenza a un virus sono riusciti a passare alla loro progenie l’immunità acquisita per diverse generazioni consecutive”, ha riportato l’autore principale dello studio, Oded Rechavi, biochimico e biofisico molecolare al Medical Center. “L’immunità è stata trasferita sottoforma di piccoli agenti virus-repressivi, detti viRna, che funzionano indipendentemente dal genoma dell’organismo”.

Nella versione pre-darwiniana della teoria dell’evoluzione, il francese Jean-Baptiste Lamarck propose agli inizi del XIX secolo la teoria secondo cui le specie si evolvono quando gli individui si adattano all’ambiente e trasmettono ai loro discendenti i caratteri che hanno acquisito o di cui hanno fatto più uso, mentre si perdono quelli inutilizzati. Per esempio, le giraffe avrebbero sviluppato colli allungati grazie allo sforzo protratto nel tempo di raggiungere le foglie sui rami più alti degli alberi, che non erano raggiunti da altri animali, e questo vantaggio sarebbe poi stato trasmesso alle generazioni successive.

Al contrario, Charles Darwin teorizzò in seguito che a guidare l’evoluzione delle specie era la selezione naturale di variazioni, occorse casualmente, le quali offrivano a un organismo un vantaggio competitivo, a guidare l’evoluzione delle specie. Nel caso della giraffa, individui che si trovavano ad avere colli leggermente più lunghi avevano maggiori probabilità di procurarsi il cibo, e quindi riuscivano ad avere più figli. La successiva scoperta della genetica dell’ereditarietà ha supportato la teoria di Darwin, e le idee di Lamarck hanno conquistato un posto d’onore nelle introduzioni ai manuali di biologia, tra le teorie screditate.

Però da un ventennio, in particolare dai lavori sull’Rna interference – un processo che le cellule usano per disattivare specifici geni – nei nematodi Caenorhabditis elegans pubblicati nel 1998 da Andrew Fire e Craig Mello, premio Nobel per la medicina nel 2006, si sa che le esperienze di un genitore a volte hanno effetti nei discendenti. “L’esempio classico di questo tipo di ereditarietà è la carestia olandese durante la seconda guerra mondiale”, afferma Rechavi. “Madri denutrite che hanno partorito durante la carestia hanno dato alla luce bambini più suscettibili a obesità e altri disordini metabolici, e queste caratteristiche si sono poi trasmesse ai nipoti”. Altri esperimenti sono arrivati a risultati simili, incluso uno studio recente sui ratti, che ha mostrato che da genitori che prediligono diete prolungate ad alto contenuto di grassi hanno discendenti obesi. Esempi analoghi sono emersi in altri ambiti.

L ’ereditarietà lamarckiana è rimasta una teoria controversa, di cui nessuno è riuscito a descrivere i meccanismi biologici plausibili. Oliver Hobert, che ha coordinato lo studio aveva ipotizzato che l’ Rna interference usata dagli organismi   per disinnescare la replicazione di virus e altri parassiti del genoma venisse ‘memorizzata’ in piccole molecole di Rna poi passate alle generazioni successive nelle cellule somatiche. Così è avvenuto nei nematodi dell’esperimento, infatti. “A volte, conviene che un gene non sia espresso”, spiega Hobert. “ Nell a modalità classica, darwiniana, ciò accade attraverso una mutazione, sicché il gene è inattivato o in ogni cellula o in tipi cellulari specifici nelle successive generazioni. Ma si possono anche immaginare scenari in cui sia più vantaggioso per una specie conservare il gene tale quale e trasmettere i mezzi per inattivarlo quando si presentano minacce precise”.

I discendenti sono stati provvisti di un proprio farmaco da usare in caso di bisogno, insomma. Le implicazioni terapeutiche di questa scoperta sono ancora molto distanti nel tempo, precisa Rechavi. “Gli elementi alla base del meccanismo dell’Rna interference esistono nel regno animale, esseri umani inclusi. I vermi hanno una componente extra, che dà loro una risposta molto più forte da parte dell’Rna interference. In teoria, se quella componente potesse essere incorporata negli esseri umani, allora forse potremmo migliorare il nostro sistema immunitario e anche quello dei nostri figli”.

Lo smaltimento illecito dei rifiuti