Archive for 30 Agosto 2011

Preservare il 4 per cento dell ‘Oceano secondo uno studio potrebbe proteggere la maggior parte delle specie dei mammiferi marini

DA:

L’Environmental News Network  

 

 (26 agosto 2011) – Preservare solo il 4 per cento degli oceani potrebbe proteggere habitat fondamentale per la maggior parte delle specie di mammiferi marini, dalle lontre marine alle balene blu, secondo i ricercatori della Stanford University e l’Università Nazionale Autonoma del Messico.

 

Sono questi i risultati pubblicati nell’edizione del 16 agosto< Proceedings of National Academy of Sciences>.

 

Delle 129 specie di mammiferi marini della Terra, tra cui foche, delfini e orsi polari, circa un quarto sono a rischio di estinzione, dice lo studio.

“E ‘importante proteggere mammiferi marini, se si desidera mantenere dell’oceano ecosistemifunzionali “, ha detto il co-autore Paul Ehrlich, professore di biologia e senior fellow presso l’Istituto per l’Ambiente Woods a Stanford. “Molti di loro sono predatori ed hanno un impatto tutto il percorso attraverso l’ecosistema. E sono anche belli e interessanti.”

Mappatura dei mammiferi marini

Per individuare le aree dell’oceano, dove il risparmio potrebbe proteggere il massimo numero di specie e quelle più a rischio di estinzione, i ricercatori hanno sovrapposto le mappe di cui ogni specie di mammiferi marini è stato trovato. La loro mappa composita rivelato luoghi con il più alto “ricchezza di specie” – il più alto numero di specie diverse.

“Questa è la prima volta che la distribuzione globale della ricchezza dei mammiferi marini è stata redatta e presentata come una mappa,” ha detto il co-autori Sandra Pompa e Gerardo Ceballos della Università Nazionale Autonoma del Messico. “Il risultato più sorprendente e interessante è stato che tutte le specie possono essere rappresentati solo in 20 località conservazione critico che coprono almeno il 10 per cento della distribuzione geografica delle specie ‘”.

I ricercatori hanno identificato i 20 siti di conservazione in base a tre criteri principali: il numero di specie presenti, quanto sia grave il rischio di estinzione è stato per ogni specie e se nessuna delle specie sono state unico nella zona. Gli scienziati hanno anche considerato habitat di particolare importanza per i mammiferi marini, come zone di riproduzione e di rotte di migrazione

Dall’Eni a BP: la guerra non è ancora finita, ma il business libico è già ripartito

Ma forse è solo questo il vero motivo per il quale la NATO ha deciso di avviare e sostenere la guerra tra i “ribelli” libici sostenuti a quanto pare da Al Qaida e il sanguinario Muamar Gheddafi ?

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Bagnoli, i veleni sono ancora tutti lì

La salute dei napoletani: bazzecole,di fronte all’interesse di gestire la Luis Vuitton Cup. Veleni e ancora veleni in Campania nonostante la presenza di De Magistris a Napoli, la camorra continua a gestire il traffico dei rifiuti nocivi che gli industriali del Nord, come sempre, intendono smaltire a bassi costi!

 

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La piccola Fukushima. Dopo il terremoto una centrale nucleare Usa emette vapore | Informare per Resistere

 

 

 

La centrale nucleare di Lake Anna in Virginia

 

 

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I CINQUE ECOMOSTRI D’ITALIA – posterous

I CINQUE ECOMOSTRI D’ITALIA – furbanzio di posterous.

Ecco gli squali nel gran mare del mercato globale!

24 agosto 2011 – furbanzio di posterous.

“Tessere gratis, portaborse, favori” Ecco come Internet massacra la Casta – Quotidiano Net

La “casta” ha ormai fatto il suo tempo ed è giunto il momento di cambiare definitivamente registro !“Tessere gratis, portaborse, favori” Ecco come Internet massacra la Casta – Quotidiano Net.

L’albero della fecondità castrato col restauro: mutilati i simboli fallici | da : Il Tirreno « Giu47furb’s Blog

 

 

 

albero della fecondità, castrato dopo il restauro

 

 

MASSA MARITTIMA. Risale al 1265 l’affresco ai piedi del Palazzo dell’Abbondanza, a Massa Marittima. Si chiama “L’albero della fecondità” e di recente, dopo anni di restauro, è tornato visibile al pubblico. Ma non è più quello di un tempo. In alcuni punti infatti – punti “scabrosi” – il dipinto non è fedele all’originale. E ora nel borgo, dove quell’affresco è vanto collettivo, infuria la polemica.
Scoperto nel 1999 nelle Fonti dell’Abbondanza (piccole vasche ai piedi di uno dei tanti palazzi medievali del centro), l’affresco rappresenta un grande albero da cui pendono frutti di (inequivocabile) forma fallica, simbolo della fertilità da cui prende il nome l’opera. Sotto i rami una schiera di donne con le braccia tese, pronte a raccoglierne quanti più possibile, impegnate anche ad azzuffarsi tra loro. Da quando è stato riportato alla luce, l’Albero della fecondità ha rappresentato l’oggetto d’interesse di esperti e studiosi, fino alla menzione nei libri scolastici.

Circa tre anni fa il Comune, col placet della Soprintendenza di Siena, diede il via al restauro per far sì che quei frutti tornassero al loro originale splendore. «Nel corso degli anni sono stati fatti studi continui sul restauro», dice Franco Donati, vicesindaco di Massa Marittima e assessore ai beni culturali. «Non solo da parte dei tecnici del Comune e della Soprintendenza, ma anche dell’opificio di Firenze e del Cnr, perché tutto fosse fatto con la massima attenzione». I lavori sono terminati e il 6 agosto l’affresco è tornato visibile al pubblico, generando da subito qualche polemica tra i turisti, a causa di una vetrata installata davanti (per motivi di sicurezza) che riflette la luce solare e che impedisce una visione agevole dell’opera.

Ma qualcuno è andato a vedere con attenzione il risultato del restauro e ha scoperto che il disegno non è più lo stesso. Nella parte alta del dipinto, infatti, dove prima c’era un ramo con delle foglie e uno dei frutti fallici, oggi c’è solo l’ombra dell’originale. Al “frutto” sono stati tolti alcuni dettagli decisivi (i testicoli, per intendersi) e le foglie del ramo sono sparite. Particolare che non è andato giù agli osservatori più meticolosi. Tra questi Gabriele Galeotti, del movimento civico Massa Comune all’opposizione in consiglio comunale. Non appena vista l’imperfezione Galeotti non ha esitato e ha presentato un esposto a Procura, carabinieri, ministero dei beni e attività culturali e Soprintendenza di Siena. «L’affresco appare fortemente compromesso nella sua autenticità a causa di una campagna di restauro irrispettosa dei caratteri artistici, tipologici e formali dell’opera – recita l’esposto – molte porzioni dell’opera sono state ridipinte arbitrariamente e senza alcun doveroso rispetto delle allegorie d’origine». Per questo Galeotti ha presentato l’esposto «affinché, se del caso, si proceda a carico dei responsabili dei reati e delle infrazioni che si ravvisino».

Donati, che precisa di non essere un tecnico, difende i restauri. «Sono stati fatti da esperti professionisti, forse lo stato di deterioramento in cui versano alcuni punti dell’opera può aver influito sui lavori». Forse. Di certo il giallo del “frutto castrato” una risposta precisa dovrà averla.

Tracciabilità rifiuti: Il Sistri cancellato dalla manovra, la Prestigiacomo ne aveva richiesto il ripristino | Informare per Resistere

Il governo si scorda di dare corso al decreto che impone la tracciabilità dei rifiuti,facendo un grosso favore alle ecomafie.

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CI IMPOVERISCONO E CI DEMORALIZZANO PER DERUBARCI MEGLIO | Informare per Resistere

La vera storia d’Italia,altro che Berlusconi : siamo governati dall’Europa della Merkel e Sarkosy. Berlusconi non è che il fantoccio utile di una guerra psicologica che governa il popolo italiano anche attraverso i cosiddetti commentatori ufficiali della stampa italiana!

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