Archive for 27 Maggio 2011

Come ti salvo le spiagge (Corona save the beach)

“Preservare la spiagge d’Europa in pericolo” è questa la mission di Corona Save the Beach .

piante igrofile,lentisco e palme nane sulle ultime dune costiere

le dune a proseguimento della lingua sabbiosa dell'Arenella


Ogni anno si invitano gli utenti a segnalare la spiaggia che merita di essere salvata. Poi, le prime due più votate, si “sfidano” in un torneo di beach tennis. Il giocatore che vince, abbinato a un tratto di costa da ripulire e restituire alla collettività, ne decreta a sua volta la vittoria. La terza edizione del programma (svoltasi a Roma al Foro Italico) si è conclusa ieri. Le spiagge in lizza erano: Puerto de Sagunto (Valencia), Capojale (Puglia), i Litorali di Augusta (Sicilia), Motilla (Valencia), Xivares (Asturia), Playa de Las Esplanadas (Gran Canaria), Lunderston Bay (Scozia), Licola (Varcaturo), Paralia Lagana (Grecia), Slade Bay (Galles). Il torneo, è stato vinto da Andreas Seppi, abbinato ai Litorali di Augusta (in provincia di Siracusa), contro Guillermo Garcia – Lopez, abbinato al la spiaggia valenciana di Puerto de Sagunto. Nel 2009 è stata salvata la spiaggia di Capocotta (Roma, Italia) e nel 2010 la spiaggia di Baia di Portmán, a Cartagena (Murcia, Spagna). Sono ovviamente già aperte le candidature per la spiaggia da salvare nella IV edizione, progetto del 2012. Se volete segnalarne una, cliccate su: http://www.coronasavethebeach.org/en/playas-candidatas/ . La vostra spiaggia del cuore potrebbe essere recuperata anche grazie a voi!

Ecco come risolvere il problema della monnezza a Napoli e non solo!

Non solo si eliminerebbe la monnezza a Napoli ed in
altri posti ma si guadagnerebbe pure.

www.presseurop.eu
di Andrea De Ritis
In Svezia il business delle biomasse ricavate dalla spazzatura genera ingenti profitti. La materia prima è talmente ricercata che le imprese cominciano a rivolgersi all’estero a chi ne ha in abbondanza.
Tomasz Walat
Esattamente cento anni fa la Svezia inaugurava il suo primo inceneritore di rifiuti. Da allora questa industria è diventata la principale fonte di energia svedese, davanti al petrolio e al gas. Queste strutture forniscono più energia delle fonti idrauliche e nucleari messe insieme.
Le biomasse, composte da rifiuti vegetali e animali (e anche umani) è largamente utilizzata nella produzione di elettricità e di calore. La maggior parte delle città svedesi è riscaldata attraverso centrali termiche alimentate direttamente dalla combustione di rifiuti o dal biogas prodotto a partire da questi ultimi.
Il riscaldamento della capitale svedese dipende soprattutto dalla centrale di cogenerazione di Högdalen e da alcuni strutture minori situate nelle immediate vicinanze delle abitazioni. Questi impianti non hanno mai provocato le proteste della popolazione.
I responsabili della centrale di Högdalen sottolineano spesso che il gas che esce dalle loro ciminiere contiene la stessa quantità di sostante tossiche del fumo di tre sigarette. E gli ispettori incaricati della protezione dell’ambiente confermano questo dato.
In Svezia solo l’1 per cento dei rifiuti va in discarica. Si tratta per lo più di sostanze pericolose, chiuse in contenitori ermetici che impediscono la contaminazione dell’atmosfera o delle falde freatiche.
Stoccolma è stata la prima città dell’Unione europea a ricevere (nel 2010) l’etichetta di “capitale verde” d’Europa. Il quartiere di Hamamrby Sjöstad è diventato un biglietto da visita che viene esibito volentieri agli esperti e ai turisti. Questo quartiere, che conta diverse decine di migliaia di abitanti, raggiungerà a breve l’autosufficienza energetica.
Già adesso tutti i rifiuti domestici e le acque scure sono convogliati verso le stazioni di riciclaggio per essere trasformate in biocarburante, utilizzato poi dalla vicina centrale termica. Potenti pompe attingono il calore dalle acque del canale che collega il lago Mälaren, sul quale si trova la capitale, con il mar Baltico. Tutto ciò avviene a solo quattro chilometri dal centro di Stoccolma, nelle ex zone industriali e portuali.
La filiera del riciclaggio del rifiuti beneficia di agevolazioni fiscali e produce profitti così consistenti che i rifiuti cominciano a mancare. Già da anni Göteborg va a cercare rifiuti fino nella capitale norvegese dell’industria petrolifera, Stavanger. Ma anche la Norvegia, nonostante sia ricca di petrolio e gas, si è convertita all’utilizzo dei rifiuti come fonte di energia.
Così l’attenzione degli svedesi si è rivolta a Napoli, città letteralmente sommersa dai rifiuti. Fonte di problemi per gli italiani, i rifiuti sono una vera miniera d’oro per la società svedese-norvegese che prevede di comprarne fino a un milione di tonnellate all’anno, pagandoli circa 90 euro a tonnellata. I rifiuti stanno quindi diventato il vero “oro di Napoli”.
L’impresa energetica Hem, a Halmstad, è pronta a risolvere la crisi dei rifiuti non solo a Napoli, ma anche in altre città europee, assicura il suo dirigente Per Aalund. In Europa circa 150 milioni di tonnellate di rifiuti finiscono nelle discariche, in violazione delle norme Ue. “Ma a noi interessano e siamo disposti a prenderli”, assicura Aalund. (traduzione

Moratti: candidata priva di humour!

Dal blog di Enrico Sola

L’isolato che non c’è

May 23rd, 2011 § 0 comments

Credo che a quest’ora abbiate letto già tutti la news sul clamoroso abboccamento dello staff di Letizia Moratti allo scherzo di Sucate.
Se non l’avete fatto, ecco la spiegazione: la Moratti, nella ricerca disperata di trovare qualche forma di consenso in più per il ballottaggio, ha aperto in fretta e furia un account Twitter, promettendo di rispondere a tutti i cittadini che avrebbero inviato domande, appelli, ecc.

L’esordio del (futuro ex, speriamo) sindaco di Milano non è stato dei migliori. A chi le faceva notare che in 5 anni di amministrazione si è ben guardata dall’aprire un canale di comunicazione diretto con i cittadini, mentre in campagna elettorale è improvvisamente diventata una paladina della comunicazione disintermediata, ha risposto “Vi ho sempre seguiti tutti. Solo non su Twitter“. Valutate voi quali risvolti leggere nella risposta, se la paraculaggine o direttamente una minacciosa pennellata di stalking.

Oggi è andata peggio. Un utente della rete con la propensione al cazzeggio creativo (Lucah, un genio) ha pensato bene di iscriversi al canale Twitter della Moratti e rivolgere al sindaco un appello dal suo fantomatico quartiere – Sucate – contro una altrettanto fantasiosa moschea abusiva di prossima costruzione nell’emblematica via Puppa.
Uno scherzo cazzone, insomma, in cui non sarebbe cascato nemmeno un bambino di terza elementare particolarmente intorpidito da ore di Playstation.

La sventurata ha risposto. E lo ha fatto sul serio, rispondendo: “Nessuna tolleranza per le moschee abusive. I luoghi di culto si potranno realizzare secondo le regole previste dal nuovo PGT“.

Risultato: sono passate alcune ore, in cui mezza rete italiana è saltata sul treno per Sucate, inventandone di cotte e di crude su questo nuovo e finora inaudito quartiere di Milano in cui ben 4000 cittadini si proclamavano scontenti. E non sono state ore di inattività: per tutto il tempo il canale Twitter della Moratti ha continuato imperterrito a sfornare aggiornamenti autocelebrativi con solerzia meneghina.

Poi, finalmente, qualche berlusconiano che passava da quelle parti se ne deve essere accorto e ha risposto, chiudendo il caso e lasciando spazio alle risate postume.

Ha senso chiedersi cosa significa, cazzeggio a parte, questo episodio. Significa una cosa banale: nello staff della Moratti non conoscono Milano. O forse la conoscono male, così come posso conoscerla io che sono da 2 anni un torinese in trasferta.
E sono pure tonti, perché è evidente che la toponomastica patria, per quanto problematica in alcuni casi limite, non prevede un’area che si possa chiamare Sucate.

Credo che questo sia un dato politico decisamente più rilevante di molti altri: tra tutti gli autori e i lettori del profilo Twitter della Moratti non c’è stata – per ore – una singola intelligenza così attenta da rendersi conto che c’era un perculamento di massa in atto. E nessuno conosceva Milano così bene da accorgersi che in vita sua non ha mai sentito parlare del borgo di Sucate e di via Puppa, zone peraltro dove il conducator della destra si sarebbe trasferito istantaneamente, per ovvie affinità.
Alla fine dalle parti della Moratti rimediano all’ignoranza con l’unica soluzione a breve termine possibile: improvvisano. E lo fanno male.

(Poiché qui si ha – nonostante miliardi di prove contrarie – fiducia nel genere umano, abbiamo anche provato a darci delle spiegazioni razionali. La soluzione più gettonata è che il canale Twitter della Moratti sia gestito da un gruppo di ciellini: gente che, per definizione, manca di senso dell’umorismo e non è esattamente pratica quando si orbita intorno a sesso e affini; ma devono essere ciellini che vengono da una valle molto isolata e disabitata, in cui non ci sono le scuole medie, grado scolastico in cui si abusa del termine “suca” e di tutte le sue derivazioni)

Secoli fa, nello storico ballottaggio per la poltrona di sindaco a Roma, quando ancora non erano alleati, Rutelli tirò uno scherzo simile a Fini, chiedendogli – in un confronto al Maurizio Costanzo Show – dove avrebbe collocato un museo minore, ignoto ai più.
Fini, evidentemente impreparato, abbozzò una risposta e Rutelli infierì, spiegando che la sua domanda era un trappolone e quel museo aveva già una sede da anni e che – come rimase negli annali delle battute – “Fini di romano ha soltanto il saluto”.

Il fenomeno di candidati e staff che non conoscono la città ha avuto manifestazioni patologiche a Torino, città in cui, fin dagli anni Novanta, la destra non è riuscita a candidare sindaco di Torino un torinese o anche solo una persona pratica della città o un residente da lunga data.
Nell’ordine ha candidato il leghista Comino (di Morozzo, CN), l’ex ministro liberale Costa (ras di Mondovì, CN), l’attuale sottosegretario transitato in FLI e poi tornato a riscuotere all’ovile berlusconiano Roberto Rosso (di Trino Vercellese, VC) e poi la magia della candidatura di peso: l’allora berlusconiano Rocco Buttiglione, gallipolino di nascita e forte di ben 4 anni di liceo (neanche tutti e 5) a Torino, mezzo secolo addietro.

Le cronache politiche raccontano il gran divertimento dei candidati sindaco del centrosinistra, pronti a spiazzare l’avversario con banali riferimenti topografici, la crisi dei candidati e del loro staff, perennemente col Tuttocittà in mano (non era ancora tempo di TomTom e GPS) e l’ansia di perdersi qualche mercato rionale, le perfidie dei taxisti “ma Piazza Vittorio o Corso Vittorio, dottò!?” e, in generale, un senso di Caporetto perenne (Caporetto, amici del PDL, non Cavoretto, quasi omonima borgata collinare di Torino, voi capire?).

In verità sotto la Mole siamo abituati a scenari di questo genere: anni fa Berlusconi pensò bene di fare un discorso in città. Riempì per metà un teatro coi suoi pensionati a libro paga e, nel tripudio generale, lesse un credibilissimo discorso sui problemi dell’area portuale. In effetti aveva ragione, Torino ha il problema più serio del mondo col suo porto: nessuno è mai riuscito a trovarlo, forse per il solitamente trascurabile dettaglio che qui non c’è il mare.

A fine giornata – di nuovo con molta calma, segno che i contenuti politici non sono esattamente il primo pensiero della destra nostrana – arrivò una placida smentita da Forza Italia: Berlusconi aveva enunciato a Torino lo stesso discorso che aveva letto a Genova pochi giorni prima, tanto – parole sue – “sono città simili”. Ovvero città del Nord che non hanno abboccato al berlusconismo e che sono piuttosto fiere di non avere nulla da spartire con la Padania.

Coro di voci bianche accanto ad Andrea Bocelli

I piccoli allievi dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico
Canteranno il primo luglio con il maestro Andrea Bocelli

Il prossimo 1 luglio, al Teatro Greco di Siracusa, i bambini della sezione junior dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico canteranno insieme al maestro Andrea Bocelli, in occasione del grande concerto di beneficenza organizzato da Fiamme di Solidarietà, il comitato dei militari della Guardia di Finanza impegnato a sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della solidarietà sociale e dell’assistenza ai cittadini più poveri ed emarginati.
Si tratta di un ulteriore importante riconoscimento per i più piccoli tra gli allievi della prestigiosa accademia diretta da Fernando Balestra che, l’11 ed il 12 maggio scorsi, hanno già aperto il XLVII Ciclo di Rappresentazioni Classiche, cantando l’Inno di Mameli nell’affollata cavea del parco Neapolis.
E non è tutto. I piccoli artisti dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico (Siria Abruzzo, Tecla Beltrami, Francesca Bufalino, Giorgia Campisi, Ludovica Cannizzo, Ginevra Di Marco, Giorgia Di Vita, Rosario Gugliotta, Manuel La Mesa, Noemi Mancarella, Annalisa Mancuso, Alice Mangiafico, Marta Miccoli, Ginevra Passanisi, Giulia Polfreman, Martina Ragusa, Sara Renato, Eliana Sciurba e Giulia Tinè) saranno protagonisti anche della Festa della Repubblica che si terrà il 2 giugno prossimo nella suggestiva cornice di Piazza Duomo a Siracusa.
Sono chiamati ad esibirsi assieme al grande Andrea Bocelli

Condannati a morte sicura,i poveri abitanti di Fukushima

e come si costringono i poveracci di Fukushima a morire nel colpevole silenzio di tutti !

http://ilcorrosivo.blogspot.com/2011/05/fukushima-e-il-grande-silenzio.html

Assegnati i premi Vittorini 2011 al teatro Greco di Siracusa

ASSEGNATI  I PREMI  VITTORINI 2011

 

Alla Fiera Internazionale del Libro di Torino, l’apposita giuria, ha assegnato i premi XVI edizione del Premio Letterario Vittorini 2011 . E sono stati presentati alla stampa gli autori a cui i premi saranno formalmente  consegnati il 20 giugno 2011 nella apposita serata che si terrà al Teatro Greco di Siracusa.

 

I vincitori ex aequo sono:

 

Ruggero Cappuccio col il libro FUOCO SU NAPOLI,   Feltrinelli  editore

Ruggero Cappuccio oltre ad un raffinato scrittore è regista di cinema e teatro. Ha firmato più volte regie liriche per la direzione di RiccardoMuti. Quest’anno oltre al Premio Vittorini è, col romanzo La notte dei due silenzi, Sellerio 2007, finalista al Premio Strega

 

Fausta Garavini con DIARIO DELLE SOLITUDINI,  Bompiani editore

Fausta Garavini, scrittrice e nota francesista, leggendaria traduttrice dei saggi diMontaigne, ha vinto il Premio Vittorini con un libro, definito anche un “romanzo gotico”, che descrive la saga familiare degli abitanti di una casa in una campagna del nord-est che nasconde molte storie, molti segreti e molti misteri.

 

Giuseppe Lupo con L’ULTIMA SPOSA DI PALMIRA, Marsilio  editore .

Giuseppe Lupo, narratore e saggista, docente di letteratura contemporanea all’Università Cattolica, già vincitore in passato con altri romanzi del Premio Berto, Premio Mondello e PremioBasilicata, ha contribuito alla realizzazione della Storia dei “Gettoni”di Elio Vittorini.

Il libro premiato descrive un episodio di una giornalista milanese che in occasione del tremendo terremoto del 1980 scende in Basilicata e conosce un falegname che descrive storie di Palmira, un piccolo paese della Basilicata, cancellato appunto dal terremoto.

 

Il Premio Opera Prima è stato assegnata alla giovane ma già molto nota scrittrice Barbara

Di Gregorio con il libro LE GIOSTRE SONO PER GLI SCEMI, editore

Rizzoli. Un  libro che certamente avrebbe scelto Vittorini anche per la “scrittura”

e il “linguaggio” raffinato.

 

Alla conferenza stampa di presentazione alla Fiera del Libro sono intervenuti: Natale Tedesco, presidente della Commissione giudicatrice, Sara Zappulla Muscarà, in rappresentanza della Commissione e Arnaldo Lombardi, ideatore del Premio.

 

Querelle sul PRG a Siracusa

Continua a tenere la scena politica ,in questi giorni a Siracusa,la sarabanda  di un centro destra sempre più lacerato pro o contro  le variazioni di piano regolatore che riguardano la città di Siracusa,così come sono state richieste e segnalate dalle associazioni ambientalistiche e votate dall’attuale consiglio comunale. Le richieste ambientalistiche puntano ad ottenere il rispetto di valori territoriali importanti come il vincolo monumentale alle mura Dionigiane (oggi devastate dalla costruzione di villette a schiera  costruite in  inspiegabile deroga a questo vincolo) e alla dissennata cementificazione che si vuole continuare ad operare delle coste siracusane, dopo la distruzione della penisola della Maddalena con villette costruite sulla falesia rocciosa e dalla costa del Sole al Plemmirio. Una distruzione  arrestata solo dopo la costituzione dell’area marina protetta del Plemmirio, ma che rispunta fuori con l’idea del saccheggio della Pillirina. Senza trascurare l’intento niente affatto sopito di pensare a cementificare un ulteriore tratto di mare all’interno di quel grande bacino naturale del Porto Grande,nel quale oltre all’insediamento del porto turistico dell’Acqua Marcia di Francesco Caltagirone si vorrebbe costruire un secondo e addirittura un terzo approdo turistico. Un problema di dimensioni  che tutti intuiscono  e che non significa un danno come si sostiene e, come ha ricordato lo stesso Pdl cittadino se si è distolto da logiche di lobbies e di potere.

Un problema che ha acuito se fosse possibile farlo ancora di più, la crisi all’interno della maggioranza che governava sia il Comune che la Provincia. E si continua ad assistere al proliferare senza fine e a cambi di casacca di consiglieri o di personale politico  e di partitini che sorgono o che si disciolgono come neve al sole. Si disquisisce di lana caprina su una Regione presunta matrigna nei riguardi del territorio o di un Prg, approvato nel 2004 dal consiglio comunale aretusea.

Interessante chiedersi,rimarcano ancora gli ambientalisti, per quali ragioni è stata coaptata all’interno del consiglio comunale l’ex reggente della Soprintendenza aretusea  una delle protagoniste ,involontaria o meno, poco importa, del sacco dell’Epipoli. La vicenda del Prg sicuramente non fa onore ad una città che per  titoli monumentali e naturali ha meritato di essere inclusa nella World Heritage List.

 

Uno dei luoghi preservati dall'area marina protetta del Plemmirio

E' ancora una dei pochi luoghi d'elezione della "palma nana"

 

Alla faccia della moderata!

Dal blog:Non leggerlo

La Moratti preferisce i Pregiudicati Neofascisti.

[A causa dei problemi tecnici di blogger questo pezzo era stato eliminato. Lo ripubblico, dedicandolo non solo a Letizia Moratti e ai tanti che ne stanno cavalcando le infamie, ma anche ai giornalisti diLibero. Che oggi, hanno toccato il fondo]

No, così, per curiosità, vi risulta che la “moderata” Letizia Moratti abbia mai mosso un dito contro il proprio collega di partito – e Parlamentare della Repubblica – Marcello De Angelis, condannato in via definitiva per banda armata e associazione sovversiva in quanto dirigente del gruppo neofascista Terza Posizione? … E contro il Senatore PdlDomenico Nania, condannato per lesioni volontarie quando militava nei gruppi di estrema destra? … O magari contro il deputato PdlRoberto Tortoli, condannato definitivamente a 3 anni e 4 mesi per concorso in estorsione? … Forse contro il Senatore Pdl Giuseppe Ciarrapico, giudicato colpevole per ogni tipo di reato, fascista fiero, e gran cultore di Benito Mussolini? … O contro quelle decine e decinetra estremisti, massoni, pregiudicati, imputati, prescritti ed indagati – reati che vanno dalla corruzione al favoreggiamento, dal riciclaggio all’istigazione all’odio razziale, dall’istigazione a delinquere al concorso esterno in associazione mafiosa – che come lei fanno parte del “moderato” Popolo della Libertà, il partito con il più alto tasso di condannati d’Europa?
No eh? Mai una parola. Dev’essere per questo che s’è scagliatacontro un “assolto in via definitiva”. Non ne aveva ancora visto uno.

 

Strumenti ‹ helzapopping — WordPress

Strumenti ‹ helzapopping — WordPress.

Il teatro giovani e la mostra di fumetti

XVII Festival internazionale del teatro classico dei giovani

“Un vento caldo che spira da sud sta attraversando il Mediterraneo. E’ il vento della libertà sognata da milioni di giovani tunisini, libici ed egiziani e siriano a cui dedichiamo il nostro festival con il cuore e con l’anima. Perché chi cerca la libertà trova il pensiero greco e noi oggi siamo ancora una volta qui a rendere omaggio alla grande lezione greca di antica saggezza e convivenza tra i popoli di cui l’Inda è testimone e divulgatrice”.  Così, il sovrintendente della Fondazione Inda, Fernando Balestra, ha inaugurato il XVII Festival internazionale del teatro classico dei giovani di Palazzolo Acreide, precedendo gli allievi dei corsi Junior, Senior e Scuola di Teatro “Giusto Monaco” dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico, andati in scena nella suggestiva e stracolma cavea del Teatro Greco, dove erano assiepati 600 tra ragazzi, insegnati e genitori. “Gli allievi dell’Accademia del Dramma Antico aprono il Festival del teatro classico dei giovani ed animeranno anche Filottete ed Andromaca, le tragedie messe in scena quest’anno al Teatro Greco di Siracusa – ha aggiunto Balestra – perché è ai giovani che vogliamo affidare il nostro messaggio di speranza di una vita migliore”.

Prima di lui il benvenuto del sindaco di Palazzolo, Carlo Scibetta, il quale ha ricordato che quest’anno si celebra il ventennale del Festival. Carlo Scibetta e Fernando Balestra, infine, hanno ricordato che la Fondazione Inda e il comune di Palazzolo, accogliendo l’appello di Giorgio Napoletano, hanno dedicato la giornata inaugurale del XVII Festival internazionale del teatro classico dei giovani al Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo che il Presidente della Repubblica ha voluto istituire proprio per il 9 maggio. Questi i numeri del XVII Festival internazionale del teatro classico dei giovani: 26 giorni di programmazione,  88 rappresentazioni al teatro greco di Palazzolo Acreide,   10 i paesi europei coinvolti,  2200 gli allievi-attori ospitati,  88 scuole partecipanti (38 siciliane, 40 provenienti da varie parti d’Italia e 10 straniere).  Complessivamente saranno quasi 3 mila i giovani coinvolti con scuole che arriveranno da Repubblica Ceca, Russia, Germania, Lituania, Grecia, Creta, Croazia, Belgio e Francia per animare il più importante appuntamento di teatro giovanile al mondo organizzato dal più antico istituto nato per mettere in scena spettacoli classici: la Fondazione Inda.

A Palazzolo Acreide, nelle sale del Museo dei Viaggiatori di Palazzo Vaccaro, in via Maestranza 5, oggi alle 17.30 si inaugura la mostra “Le tragedie a fumetti”, di Francesco Nania. Fino al 3 giugno prossimo, l’iniziativa, voluta dalla Fondazione Inda e dal Comune di Palazzolo, mette in mostra 27 tavole in bianco e nero del giornalista e vignettista siracusano.