Cassini si produce nel gran finale: ultimo tuffo nell’atmosfera di Saturno

NASA :  L’atto finale sarà l’immersione della navicella spaziale Cassini tra Saturno e i suoi anelli

La sonda Cassini della NASA è di nuovo in contatto con la Terra dopo il successo del primo tuffo attraverso la stretta fessura entro il pianeta Saturno e i suoi anelli, il 26 aprile del 2017. La sonda aggiungerà nuovi file d’informazioni scientifiche e nuove modalità d’ingegneria sui dati gestiti. Durante questa transizione è stata gestita da Deep Space Network _Goldstone, complesso di controllo della NASA nel deserto del Mojave_California. Il segnale della DSN acquisito da Cassini il 26 aprile 2017 mentre i dati che fluiscono, sono cominciati  ad arrivare il 27 aprile.

Dopo quasi 20 anni nello spazio, la sonda Cassini della NASA ha iniziato il capitolo finale della sua straordinaria storia di esplorazione: il suo gran finale. Tra aprile e settembre 2017, Cassini intraprenderà una serie audace di orbite che è, in molti modi,  una nuova missione. A seguito di un passaggio ravvicinato finale della luna di Saturno, Titano

Immagini di Titano una delle lune di Saturno

, Cassini salterà gli anelli di ghiaccio del pianeta e inizierà una serie di 22 immersioni settimanali entro il pianeta e gli anelli. Nessun altra navicella spaziale ha mai esplorato questa singola area. Ciò che apprendiamo e apprenderemo dalle orbite, come tesi finale contribuirà a migliorare la comprensione su come i pianeti giganti – e  quindi i sistemi planetari in tutto il mondo – si formano ed evolvono.

Sull’orbita finale, Cassini s’immergerà anche nell’’atmosfera di Saturno, rimandando una nuova e unica informazione scientifica fino alla fine. Dopo aver perso il contatto con la Terra, la sonda brucerà come una meteora, diventando parte del pianeta stesso.

L’esplorazione audace.

Il gran finale di Cassini è  molto più di un tuffo finale del veicolo spaziale in Saturno. Quel drammatico evento è la chiave di volta di sei mesi di esplorazione audace e di scoperta scientifica. E quei sei mesi sono il capitolo finale emozionante di un viaggio storico che prosegue da 20 anni. A volte, la navicella ha fiancheggiato il bordo molto interno degli anelli; altre volte, ha sfiorato i bordi esterni dell’atmosfera. La squadra-operazione è consapevole dei rischi e comprende, come ci potrebbero essere ancora sorprese. E ‘il tipo di avventura audace da intraprendere solo alla fine della missione. Come Cassini farà l’ultimo tuffo verso Saturno, la sonda raccoglierà alcune informazioni incredibilmente ricche e preziose: era troppo rischioso ottenerle all’inizio della missione. La sonda farà mappe dettagliate dei campi gravitazionali e magnetici di Saturno, rivelando come il pianeta è organizzato internamente, e, eventualmente, contribuirà a risolvere il mistero fastidioso di quanto è in rotazione velocemente.

Saturno

Satruno come lo vede la sonda Cassini
Immagini di Satruno ripreso dalla sonda Cassini

Le immersioni finali sapranno migliorare notevolmente la conoscenza di quanto materiale è negli anelli, portandoci più vicini alla comprensione delle loro origini. I rivelatori di particelle di Cassini campioneranno particelle degli anelli ghiacciati bianchi, incanalati nell’atmosfera dal campo magnetico di Saturno. Le sue telecamere faranno sorprendenti immagini ultra-strette degli anelli e delle nuvole di Saturno. L’immagine finale di Cassini verrà inviata sulla Terra parecchie ore prima del tuffo finale, anche se il veicolo spaziale a questo scopo farà un tuffo fatale nell’atmosfera del pianeta, saprà mandare a casa i nuovi dati in tempo reale. Misure importanti verranno dallo spettrometro di massa, che  campiona l’atmosfera di Saturno, raccontando la sua composizione fino a toccare, cioè sino a quando la sonda sarà perduta. E’sempre triste quando un lavoro volge al termine, il  tuffo finale di Cassini è una fine davvero spettacolare per uno dei viaggi più scientificamente ricchi , intrapresi nel nostro sistema solare. Dal lancio nel 1997 al Grand Final del 2017, la missione Cassini-Huygens avrà collezionato una lista notevole di successi. Entro il 2017, Cassini avrà trascorso 13 anni in orbita attorno a Saturno, a seguito di un viaggio di sette anni dalla Terra. La sonda sta esaurendo il combustibile per i razzi utilizzati nella regolazione della rotta. Se lasciata incontrollata, questa condizione avrebbe poi impedito agli operatori di prevenzione della missione di controllare il funzionamento della navicella. Due lune di Saturno, Encelado

Encelado una delle lune di Saturno come è stata ripresa dalla sonda Cassini

e Titano, hanno catturato i titoli delle notizie negli ultimi dieci anni, per i dati inviati da Cassini e rivelato il loro potenziale per contenere abitabili – o almeno- ambienti “prebiotici”. Al fine di evitare la possibilità che un giorno Cassini  si scontrasse con una di queste lune, la NASA ha scelto di distruggere in modo sicuro la navicella nell’atmosfera di Saturno. Cassini non potrà perciò contaminare i futuri studi di potenziale abitabilità e della vita su quelle lune.

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